Caselle, Torino e Comuni della prima cintura, centri della Val di Susa. E' qui che la Guardia di Finanza ha sequestrato una ventina di auto con targhe straniere, elevando sanzioni per 28mila euro. I controlli sono stati eseguiti dopo l’entrata in vigore, a partire dallo scorso 4 dicembre, del Decreto Sicurezza promosso dal Governo, il quale prevede che chiunque sia residente in Italia, da più di 60 giorni, non possa circolare con veicoli immatricolati all’estero.

Cittadini di origine romena, albanese e moldava, in prevalenza, le persone fermate dai finanzieri, che circolavano su auto con targa del loro paese di origine. Ma non mancano gli italiani, sorpresi alla guida di autoveicoli con targhe estere, ma stabilmente residenti nell’hinterland torinese o comunque in Italia. Tra gli autoveicoli fermati numerosi quelli di grossa cilindrata: si va dal potente suv con targa di Montecarlo, utilizzato dal giovane imprenditore di successo, di fatto residente in Italia, o dalla manager in carriera con un’analoga autovettura targata tedesca.

Fermati anche alcuni imprenditori di origine romena e albanese che circolavano con i loro furgoni, utilizzati per la loro attività imprenditoriale, immatricolati oltre confine, nonostante risultino residenti in Italia. Negli ultimi anni, il fenomeno si è diffuso anche allo scopo di sfruttare condizioni più favorevoli per quello che riguarda bollo e assicurazione o di rendere più difficili, o addirittura del tutto vane, le procedure per il recupero di sanzioni per le eventuali violazioni del Codice della Strada. Oltre alle multe i finanzieri hanno proceduto al fermo amministrativo dei veicoli.

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