CASELLE - «Il pilota ha compiuto una serie di azioni decisive nel più breve tempo possibile: valutazione del guasto, mantenimento dell'assetto, manovra evasiva, decisione di lanciarsi. Non ci sono elementi da rimproverargli». E' in sintesi quello che la procura di Ivrea ha messo nero su bianco in merito all'incidente della Freccia Tricolore di quasi due anni fa all'aeroporto di Caselle. Incidente costato la vita alla piccola Laura Origliasso di San Francesco al Campo.
Per il maggiore dell'aeronautica Oscar Del Dò, la procura di Ivrea chiederà l'archiviazione. Sta tutto in quella frase: «Non ci sono elementi da rimproverargli. Ha eseguito tutto secondo procedura». Tradotto: ha fatto tutto il possibile. E, tra l'altro, ha avuto solo undici secondi di tempo per capire quello che stava succedendo e decidere cosa fare. L'aereo, abbattuto dall'impatto con degli uccelli, si è schiantato a terra ed è rimbalzato oltre i confini della pista e dell'area aeroportuale di Caselle, centrando l'auto della famiglia Origliasso che stava tornando a casa.
L'analisi della scatola nera, le perizie tecniche, filmati e fotografie realizzati negli istanti della sciagura hanno confermato la natura accidentale dell'accaduto, provocato con tutta probabilità da quel maledetto bird strike. Il pilota, secondo le indagini, ha fatto tutto il possibile ma non c'è stato modo di evitare l'impatto con il suolo. Restano da verificare, quelle sì, le misure di sicurezza dell'aeroporto di Caselle per capire se, in qualche modo, si potesse evitare il rischio di un bird strike e il superamento delle barriere della pista da parte del velivolo in fiamme.






