Sollecitata da un'interrogazione della minoranza di centrodestra, l'amministrazione comunale di Castellamonte ha risposto con chiarezza sul futuro della discarica di Vespia, ora che il gestore, Agrigarden Ambiente, ha presentato il previsto piano di «risagomatura finale e recupero ambientale». E per la prima volta è arrivato un secco «No» al progetto che prevede l'arrivo di altri rifiuti in discarica. «Il gestore, nella parte iniziale del progetto, ha evidenziato alcune criticità attualmente presenti nel sito he potrebbero dar luogo a problemi in futuro nel breve medio o lungo termine», ha spiegato il sindaco Pasquale Mazza leggendo un lungo comunicato.

«L’intervento in progetto - si legge nei documenti depositati in Città metropolitana - consiste nell’estensione dell’impermeabilizzazione alle scarpate esistenti sui lati sud ed est, previa risagomatura delle stesse; inoltre verranno realizzate delle opere in terra rinforzata lungo i lati nord ed ovest, necessarie per ridurre la pendenza attuale delle scarpate». La risagomatura consentirà lo stoccaggio di ulteriori 125mila metri cubi di spazzatura, corrispondenti a circa 94mila tonnellate, allungando di un anno e mezzo la vita attiva della discarica. Questo permetterà ad Agrigarden di reperire le risorse necessarie per far fronte agli accantonamenti che mancano per il post mortem.

E sono proprio gli ulteriori 125mila metri cubi a non far dormire sonni tranquilli all'amministrazione di Castellamonte. «La maggior parte delle criticità riscontrate nella proposta è riconosciuta dal geologo Daniele Chiuminatto, consulente tecnico incaricato dall'Amministrazione Comunale, ed è stata comunicata a tutti gli enti preposti. Per risolvere tali aspetti menzionati servono diverse centinaia di migliaia di euro che la proprietà Agrigarden Ambiente intende ricavare, assieme ad un cospicuo utile d'impresa, attraverso il conferimento di ulteriori circa 125metri cubi di rifiuti. Va fatto osservare che tali criticità erano tutte presenti già nel momento dell'ingresso in discarica da parte dell'attuale gestore a giugno 2018.

In ogni caso, pur riconoscendo le criticità tecniche ed economiche riscontrate, questa amministrazione ritiene che le competenze atte alla soluzione di tali aspetti debbano ricadere in capo agli Enti che hanno autorizzato la realizzazione dell'impianto e che hanno incassato o incassano tuttora l'ecotassa: l'Ato-R, la Città Metropolitana di Torino e la Regione Piemonte. Da ormai 25 anni la città di Castellamonte si ritrova ad avere una discarica sul proprio territorio, con notevoli disagi per la popolazione sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista della salute dei cittadini. L'amministrazione comunale, pur riconoscendo la presenza delle criticità menzionate, non ritiene accettabile la risoluzione di queste ultime attraverso un ulteriore incremento del conferimento di rifiuti. Ci adopereremo perché tali problematiche vengano risolte attraverso la collaborazione tra gli enti che ne hanno titolo, evitando il deposito di ulteriori rifiuti a Vespia».

Il sindaco Mazza ha quindi richiesto, ancora una volta, che si arrivi alla chiusura definitiva della discarica entro e non oltre giugno 2021 con il capping finale terminato in tutte le sue parti. Inoltre i costi della gestione post-mortem della discarica non dovranno ricadere sulle tasche dei cittadini castellamontesi «che hanno già dovuto convivere per 25 anni con la discarica e sopportarne le conseguenze sotto tutti gli aspetti. Dopo 25 anni è arrivato il momento di chiudere definitivamente la disarica di Vespia». Su sollecitazione del sindaco la maggioranza di centrodestra non ha espresso un parere sul progetto presentato da Agrigarden. Contrario al conferimento di nuovi rifiuti il Movimento 5 Stelle.

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