Castellamonte rischia di perdere la Croce Rossa. Un'altra vittima del disastro dell'Asa. La Release Spa, una finanziaria milanese proprietaria della sede della Croce Rossa (nello stesso capannone dell'ex Asa acque), dopo aver intimato ai volontari l'immediato sgombero dei locali lo scorso 30 settembre, a seguito di alcuni incontri ha proposto all'associazione un canone di locazione fissato in 34 mila euro all'anno. Quasi il doppio dei 18 mila attuali. Fino al 31 dicembre, grazie a un contratto di utilizzo temporaneo, la Cri rimarrà al suo posto. Quello che succederà dal primo gennaio è un'incognita.
 
«La proprietà è disposta a discutere e questo è un bene. Certo che la prospettiva è pesante - conferma il presidente della croce rossa Paolo Garnerone - per questo abbiamo convocato un'assemblea pubblica per il prossimo 12 settembre alle ore 20.30 nella nostra sede. Metteremo al corrente della situazione l'amministrazione comunale e la cittadinanza». Servono idee per trovare una soluzione: da una location alternativa al reperimento di fondi. Altrimenti, questa situazione si trasformerà, a tutti gli effetti, in uno sfratto.
 
Tanto più che il capannone andrebbe ulteriormente dotato di migliorie (per ospitare in sicurezza i mezzi al suo interno) sempre a carico dell'associazione. «Oggi il 60-70 per cento dei costi di affitto è coperto dalle convenzioni con Asl e 118 - dice ancora il presidente - ogni anno siamo chiamati per circa 5000 servizi. Ora bisognerà inventarsi 20-25 mila euro all'anno per poter continuare ad operare in questa sede». 
 
Se ne discuterà pubblicamente il 12 settembre. Il tempo stringe. Il capannone, ovviamente, è passato alla finanziaria milanese dopo il crack dell'ex consorzio pubblico, dichiarato insolvente. La stesso destino della Croce Rossa toccherà alla sede dell'ex Asa Acque.

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