Ottimo riscontro di pubblico per la mostra personale di Bianca Sandri e Dario Faccaro allestita al centro congressi Martinetti di Castellamonte. Due artisti diversissimi tra di loro, ma in qualche modo complementari. Dario, castellamontese doc, ha iniziato a dipingere sotto la guida del Maestro Actis di Mazzè. Un autodidatta che da oltre trent'anni esplora il Canavese e le sue valli per ritrarre sentieri, borghi e scorci alpini. Un pittore di montagna e di montagne che mette al centro della scena baite e rifugi. La pittura è a tratti ruvida, a volte sfiora i toni naive, ma mantiene sempre quella lucidità geometrica costruita in anni di carriera. Nei suoi quadri non ci sono solo i borghi più belli del nostro territorio, ma anche i sogni di chi ha scelto di ricostruire le case dei nonni, pietra dopo pietra. Le mucche ed il razzolare di qualche gallina interrompe la quiete della montagna. 
 
La stessa immobile serenità che pervade le opere presentate in questa occasione da Bianca. L'artista, lascia la tela per ritornare alla prima passione, ritrovando la porcellana e la terra cotta. Il tratto sicuro e impeccabile lascia trasparire la formazione accademica ed una maestria rara nel lavorare su piccole dimensioni. Il legame tra i primi bassorilievi che le portarono riconoscimenti internazionali e questi nuovi quadri, di cui molti inediti è tangibile. Per l'artista la porcellana è un “divertissement”, un'inedita sfida per giocare con la difficile tecnica dell'olio molle o terzo fuoco. 
 
I colori in polvere, seguendo la tradizione americana degli anni '70, vengono mischiati con e poi stesi con pazienza e maestria uno strato dopo l'altro sulla formella. La pittura si alterna a diverse cotture che permettono di fissare le immagini dando una finitura brillante. La mano di Bianca realizza dei piccoli capolavori, talmente belli e perfetti che d'istinto non sembrano veri, ma frutto di un'abile stampa. I paesaggi onirici e le atmosfere sognanti delle precedenti mostre lasciano spazio ad animali, fiori e nature morte che rivelano un'attenzione quasi fiamminga per i particolari. (N.a.)
 
La mostra resterà aperta fino al 13 di novembre, dal lunedi al venerdi dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.

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