Discarica da chiudere, ricorsi al Tar, bomba ambientale, esercito, ministero dell'Ambiente. Fine dei proclami: la discarica di Vespia cambia proprietario e, di fatto, pone fine alle voci di una possibile chiusura. «Dimensione Ambiente» di Milano ha infatti preso la Agrigarden Srl, la società che nel 2014 aveva acquistato la discarica di Vespia dal fallimento dell'Asa. La nuova gestione di Vespia, che per il momento, continuerà a chiamarsi Agrigarden Ambiente per questioni strettamente burocratiche, si è presentata questa mattina anche agli amministratori del Comune di Castellamonte.

«Abbiamo già provveduto a svuotare la vasca del percolato, a valutare lo stato dell'arte e a riavviare l'impianto - spiega Fabrizio Zandonatti che, del nuovo soggetto, è presidente del consiglio di amministrazione - si tratta di un investimento notevole ma le volumetrie ancora disponibili per Vespia e una corretta gestione dei rifiuti rendono l'impresa remunerativa». Trattandosi di un'azienda privata, del resto, quello che conta è non andare in perdita. Per questo il business plan prevede quattro anni di vita per il sito di Vespia prima della chisura definitiva. «Prima chiudiamo meglio sarà per tutti - conferma Zandonatti, un passato anche in Asa - perchè, ovviamente, un impianto di questo tipo genera anche dei costi». Sono già iniziati i conferimenti di rifiuti non pericolosi. Circa sei camion al giorno in questa prima fase.

Sui rapporti con i comitati ambientalisti della zona, l'azienda è stata chiara: «Parleremo con tutti ma lo faremo nelle sedi istituzionali. Quindi il nostro dialogo sul territorio si concretizzerà principalmente con il Comune». Comitati che avevano comunque azzeccato le previsioni già un mese fa, quando avevano segnalato all'amministrazione comunale un possibile passaggio di mano di Vespia ad un'altra azienda. In quel caso il sindaco Pasquale Mazza (che non era al corrente delle trattative) assicurò che, a palazzo Antonelli, non erano arrivate segnalazioni in merito.

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