Blitz dei carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico, ieri mattina alla discarica di Vespia, dopo l'allarme di domenica pomeriggio. Sono ben note le vicissitudini della discarica nel comune di Castellamonte, nata nei primi anni ’90, passata di mano più volte ed ora gestita dalla ditta Agrigarden Ambiente srl che ha ereditato una situazione complessa anche in considerazione della particolare conformazione della discarica stessa, nata su una preesistente cava di caolino sul versante di una collina e caratterizzata da brusche pendenze, difficoltà di accesso e vicinanza al torrente Malesina.

Negli ultimi mesi dello scorso anno, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino e il personale specializzato dell’Arpa Piemonte avevano già effettuato una serie di interventi presso la discarica e, evidenziate le diverse criticità, avevano disposto l’attuazione di una serie di interventi al fine di scongiurare pericoli per l’ambiente e la popolazione. In particolare i Carabinieri del Noe e l’Arpa avevano richiesto, alla società che gestisce il sito, l’attivazione di una più articolata e funzionale rete di raccolta del percolato e del biogas, il rispetto del perimetro della discarica per il deposito dei rifiuti e una più efficace copertura degli stessi.

I successivi controlli avevano svelato l’incompleta e non puntuale realizzazione di quanto prescritto, evidenziando, tra le altre cose, l’insufficienza del sistema di contenimento del percolato all’interno dell’area della discarica e la sua fragilità in caso di piogge persistenti. Puntualmente, nei giorni scorsi, al verificarsi di precipitazioni abbondanti, ma non certo aventi il carattere dell’eccezionalità, il sistema è andato in crisi con la probabile fuoriuscita di percolato.

Sono in corso verifiche dei parametri ambientali nelle aree circostanti al sito, allo scopo di rilevare  ipotesi di inquinamento e sua entità. Della situazione è stata informata la Procura di Ivrea.

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