I timori su Vespia non finiscono mai. La discarica, infatti, continua a generare allarme nei residenti delle frazioni di Campo, Muriaglio e Preparetto. Un po' per i dati delle analisi Arpa, un po' perchè, a margine del sopralluogo della scorsa settimana con gli amministratori comunali, sarebbe emersa la possibilità di un altro ampliamento della montagna di spazzatura. Durante la visita in discarica è emersa la possibilità che la ditta che ha preso in carico il sito, la Agrigarden Ambiente, predisponga una variante per andare a recuperare dei volumi aggiuntivi rispetto agli 83.000 metri quadri autorizzati dalla Città metropolitana non più tardi di un anno fa.

«Questa possibilità è emersa per la prima volta sabato – conferma il sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza – si parla di piccole quantità propedeutiche alla funzionalità del sito. Ad oggi, comunque, non ci sono richieste ufficiali». Bastano però le voci per allarmare i residenti della zona. Anche perchè ulteriori ampliamenti rischiano di posticipare la chiusura di Vespia. «Terremo gli occhi bene aperti – assicura Mazza - francamente avessi i soldi per il post mortem della discarica agirei diversamente».

La situazione disastrosa di Vespia, ereditata dal buco Asa e dal mancato accantonamento di diversi milioni di euro per il «post mortem», è stata presa in carico da Agrigarden Ambiente che ha già realizzato diversi lavori. «Ma ancora non basta», dice dalla minoranza Giovanni Maddio, contario ad eventuali aumenti di volumetrie «ad unico beneficio del privato». E sul verbale dell’Arpa dello scorso mese di novembre, «l’azienda non ha fatto quasi niente per verificare le possibili contaminazioni rilevate nei pozzi posizionati verso il torrente Malesina».

Dal canto suo, però, l'amministratore di Agrigarden Ambiente, Fabrizio Zandonatti, ha illustrato tutta una serie di opere già realizzate o messe in cantiere per rendere la discarica sicura e a norma. Del resto l'attuale azienda (subentrata a giugno del 2018) ha ereditato una gestione del sito disastrosa. «Abbiamo realizzato un impianto di lavaggio ruote per i camion, modificato la pendenza e asfaltato la strada che porta alla discarica, rifatto la rete di raccolta e cambiato la torcia dove brucia il biogas. Siamo in procinto di eseguire la manutenzione della vasca del percolato che non è mai stata fatta dalla sua realizzazione nel 1995». E sui dati Arpa, la ditta ha dato mandato ad una società esterna di realizzare uno studio approfondito per realizzare una nuova rete piezometrica e capire il reale stato di salute della falda.

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