Mancano 300 mila euro all'appello e sarà necessario in incremento volumetrico per reperire la somma necessaria ad arrivare alla chiusura della discarica di Vespia. E' il riassunto commissione consiliare dello scorso 20 settembre che ha fatto il punto sulla situazione della grande montagna di spazzatura tra le frazioni Campo, Muriaglio e Preparetto. All'incontro hanno partecipato il sindaco, Pasquale Mazza, l’assessore all’ambiente, Marco Bernardi Ghisla, i rappresentanti delle frazioni di Campo, Muriaglio e Preparetto, il consigliere di minoranza, Giovanni Maddio, il geologo incaricato del Comune, Daniele Chiuminatto, la portavoce del Comitato Monti Pelati, Flavia Casassa, e Fabrizio Zandonatti, presidente e amministratore delegato di Agrigarden Ambiente, la società che gestisce il sito da giugno del 2018.

La gestione della discarica si sta facendo ogni mese più complessa perchè il piano finanziario di quattro anni fa ha sottostimato la produzione di percolato e i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria del sito per i prossimi trent'anni. Senza contare che Asa (vecchio gestore) prima del fallimento non ha accantonato un euro per il post mortem, benchè fosse previsto un investimento di 3 milioni e 450mila euro. Il lato Malesina della discarica presenta una pendenza eccessiva che rischia di far scivolare le coperture, così come il lato nord. Per questo l'azienda ha previsto una serie di interventi, compreso l'aumento dello spessore dello strato di terreno agrario, per tentare di risolvere le criticità.

L'azienda presenterà a breve un progetto di «risagomatura finale e recupero ambientale». Non un vero e proprio ampliamento della discarica, in termini tecnici, ma un recupero di volumetria con il deposito di rifiuti. Questo permetterà ad Agrigarden di reperire le risorse necessarie per far fronte agli accantonamenti che mancano per il post mortem. Sarà un recupero volumetrico finale: una volta risagomata la montagna di spazzatura per far mondo che coincida con il profilo della montagna, Vespia potrà definitivamente chiudere. Ancora, però, è difficile fare delle previsioni temporali.

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