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CASTELLAMONTE - Con il 25 Aprile alle porte, c'è un fiore della libertà speciale, che profuma di pace, sorrisi e spensieratezza. E' sbocciato in Canavese, grazie all'associazione La Memoria Viva. Da martedì 21 aprile, sono ospiti a Castellamonte tre ragazzi arrivati da Kramatorsk, una delle zona più martoriate da una guerra che dura ormai da più di 4 anni.

I giovani e i loro accompagnatori sono stati accolti dai volontari del sodalizio castellamontese e hanno anche incontrato Varvara, la 12enne connazionale, che lotta con coraggio contro un brutto male e che si trova in Italia per ricevere cure mediche adeguate non più possibili nel suo Paese a causa del conflitto bellico. I ragazzi ucraini hanno visitato il Gran Paradiso e Ceresole, restano ammirati dalle bellezze del verde Canavese: «Vivere questi momenti così belli, in questi posti meravigliosi… mi sembra di tornare indietro al 2014 quando da noi tutto era normale - racconta l'accompagnatrice dei ragazzi di Kramatorsk - Io vivo gli orrori della guerra dal 2014 e non potrò mai dimenticare quando ho partorito mio figlio in un bunker, perché nel 2014 noi vivevamo gli orrori di oggi. I bambini quando sentono i rumori degli aerei che passano oggi sopra di noi hanno paura: da noi questo rumore significa morte. Qui invece significa viaggi e vita. La situazione da noi è terribile ogni giorno ci sono esplosioni morti e i russi avanzano piano ma avanzano verso di noi. Io vivo con la valigia vicino al mio letto. Purtroppo so che dovrò lasciare la mia casa, perderò tutto ma sin all'ultimo io lotterò per la mia terra».

«Siamo ormai chiusi nei bunker senza socializzazione e da due giorni stiamo riscoprendo così significa stare nuovamente insieme, ridere, scherzare e non pensare a cosa può succederci - spiegano i giovani ucraini - Abbiamo tanti sogni, ma la guerra li ha infranti tutti». L'accoglienza canavesana ha riportato il sorriso e una luce di speranza nei loro cuori: «Siete fantastici tutti voi italiani. Ci date la forza di non mollare. Abbiamo questa casa tutta per noi a Castellamonte. Ci aiuterà a ritrovare la serenità che da anni e anni abbiamo perso». C'è solo un grande desiderio per loro: «Sogniamo a occhi aperti la libertà e di poter tornare nelle nostre case senza pensare che potrebbe essere ultimo giorno di vita». «Un grazie vero lo rivolgiamo a tutta l'Italia, a tutto il Canavese e a Castellamonte, alla ditta Sparco, alla regione Abruzzo e a tutti i volontari che ci hanno donato in questi mesi difficili ogni bene che ci ha aiutato a superare questo terribile inverno - concludono - Non posso descrivere la nostra emozione nell'essere qui dove tutto è nato per sostenere il nostro popolo. Se possibile, vi vogliamo ancora presenti nella nostra vita perché senza di voi tutto morirà presto».