Più di trecento persone all'incontro sulla sicurezza del Ponte Preti promosso oggi a Castellamonte dal Club Turati dell'ex senatore Eugenio Bozzello. Casa della Musica gremita per fare il punto su uno dei nodi cruciali della viabilità dell'intero Canavese, tornato prepotentemente d'attualità dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. Antonino Iaria, consigliere della Città metropolitana, ha rassicurato i presenti sulla stabilità del ponte. «Potrebbe sostenere fino a 90 tonnellate su tutta la carreggiata. Il ponte è costantemente monitorato e i nostri tecnici, che ne rispondono penalmente e civilmente, sono iscritti all'ordine al contrario dell'ingegner Facebook. Non accetto paragoni tra Ponte Preti e Ponte Morandi perchè sono due cose diverse anche solo per i materiali usati». Insomma il ponte è sicuro anche se giornalmente è utilizzato da migliaia di veicoli.

«C'è un progetto fermo da anni per un ponte nuovo - ha detto Iaria - lavoriamo alla cessione della strada ad Anas a patto che ci sia accordo di programma per degli investimenti. Sono favorevole a un tavolo tecnico per valutare lo stop ai mezzi pesanti. Se ne discuterà con Ativa, Anas, Gtt, Regione, Confindustria e i sindaci della zona. Non è una valutazione semplice. Sulle autostrade, tra l'altro, abbiamo fatto delle proposte politiche già l'anno scorso per chiedere al Minsitero di far ritornare in capo alla Città metropolitana il tratto autostradale del torinese, compresa la Torino-Aosta. In questo modo potremmo ripensare i pedaggi e liberare le strade locali dal traffico pesante».

Dello stesso avviso l'assessore regionale ai trasporti Balocco: «Bene le rassicurazioni sulla sicurezza del ponte da parte della Città metropolitana. Ora bisogna andare nella direzione di un nuovo ponte. Quando dal governo è arrivata la proposta di ridare ad Anas alcune strade per costruire una rete nazionale alternativa alle autostrade, ci siamo detti subito favorevoli. Bene ipotesi di 565 e 460 ad Anas a patto che ci sia certezza degli investimenti, tra cui quello sul Ponte Preti». Servono venti milioni di euro per la nuova variante. «E' la condizione necessaria per il passaggio ad Anas - ha confermato Balocco - entro novembre dovremmo chiudere questa questione se ci sarà certezza di investimenti nei prossimi tre anni».

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