Niente carnevale a Castellamonte. Restano la fagiolata e la sfilata dei carri. Tutto il resto addio. Se ne riparlerà (si spera) l'anno prossimo. Dopo che il direttivo della Pro loco ha abdicato il Comune è rimasto con il cerino in mano, senza aver la possibilità di salvare la manifestazione che, fin qui, era andata in scena senza interruzioni per decenni. Visto che anche lo statuto prevede l'impegno diretto della Pro loco all'amministrazione non è rimasto altro che salvare il salvabile. La fagiolata di domenica 23 febbraio, la festa per i bambini alle 15.30 dello stesso giorno e, mercoledì 26 febbraio, la sfilata dei carri allegorici. Fine delle trasmissioni. Il 2020 passerà quindi, suo malgrado, alla storia: Castellamonte non avrà Pignatera, Primo console e Re Pignatun.
 
Il Supremo Ordine, una delle componenti fondamentali dello Storico carnevale di Castellamonte, interviene a gamba tesa su quanto accaduto sulla propria pagina social. «La scorsa settimana siamo stati invitati in comune dal vicesindaco Teodoro Medaglia, in quell'occasione ci è stato richiesta la collaborazione per organizzare un carnevale allegorico. Essendo noi il gruppo degli ex personaggi della parte storica del carnevale abbiamo ritenuto di non avere nulla a che vedere con la parte allegorica, quindi abbiamo rifiutato. Non pensavamo che si sarebbe arrivati a poche settimane dall'evento per conoscere il destino di una delle più' importanti manifestazioni della città. Non conosciamo le vere dinamiche che hanno portato a questo. Volontà della Pro loco, del Comune? La vittima finale sarà la storia del nostro Carnevale, quella pagina bianca che non verrà mai scritta».

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