Polemica d'altri tempi a Castellamonte sulla figura dell'ex Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Il progetto "La memoria Viva", promosso dal Club Turati, lo scorso 2 giugno ha voluto omaggiare Pertini con un mazzo di fiori e una bandiera italiana nell'omonima piazza della città. Solo che, ormai da anni, la targa della piazza è sparita. Così un privato cittadino ha apposto una targa provvisoria che è stata rimossa dalla polizia municipale di Castellamonte su indicazione del sindaco Pasquale Mazza.

«Il professor Enrico Cuccodoro (nella foto), docente di Diritto Costituzionale e Coordinatore dell'Osservatorio nazionale Sandro e Carla Pertini, ospite del progetto La Memoria Viva e nell'ambito di una serie di incontri in Piemonte e Valle d'Aosta, fra i quali l'incontro con gli alunni della scuola media Cresto di Castellamonte, ha voluto omaggiare con un mazzo di fiori la piazza dedicata proprio a Castellamonte a Sandro Pertini. Un omaggio privato, un rito che il professor Cuccodoro compie ogni anno nel luogo più vicino dedicato all'ex Presidente. Una piazza quella di Castellamonte nella quale c'è una palina vuota, senza targa, e sulla quale un cittadino ha incollato per l'occasione un foglio di carta con la scritta "Piazza Sandro Pertini", per evitare che il mazzo di fiori fosse depositato in un palo senza nome», spiegano i promotori dell'iniziativa.

A Palazzo Antonelli non l'hanno presa bene. Il sindaco Mazza ha fatto rimuovere la targa: «Brutta e nemmeno autorizzata. Quando si decidono delle iniziativa lo si fa insieme, tanto più su una piazza pubblica. Non è il caso di utilizzare iniziative di questo tipo per farsi pubblicità. Ci sono delle regole e dei protocolli che vanno rispettati. C'è una targa in ceramica già pronta per quella piazza. La si poteva installare domenica pomeriggio, come avevamo proposto. Ci è stato risposto di no. A questo punto la installeremo più avanti con una cerimonia come si deve. Provocare l'amministrazione utilizzando la figura di Pertini è assolutamente fuori luogo. Non è possibile celebrare un simbolo di libertà con dei diktat fascisti. C'è qualcuno che ha già demolito Castellamonte una volta e adesso prova a rimettere le mani sulla città: non glielo permetteremo». La frattura, insomma, è insanabile.

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