CASTELLAMONTE - Una mano tesa in aiuto nel momento più difficile e un viaggio della speranza, che nasce ancora una volta da un appello raccolto gali angeli dell’associazione canavesana La Memoria Viva. E’ la storia della giovane Varvara e della sua famiglia. Grazie ad un vero e proprio ponte solidale partito dal nostro territorio, la 12enne ucraina, affetta da un tumore maligno, è arrivata insieme ai suoi genitori in Italia e ora potrà ricevere quelle cure mediche adeguate che, a causa della guerra, non erano più possibili nel suo Paese.
La ragazzina e i suoi familiari sono fuggiti nel 2022, con l’inizio dell’invasione russa, da Berdiansk, nell’oblast di Zaporizhzhia. Il padre della 12enne Dimitri, prima del conflitto bellico, era un Ingegnere e sua moglie Iryna un'impiegata del comune di Berdiansk. Con la guerra hanno perso tutto. Sono stati a Leopoli e poi a Cernivci al confine con la Romania. Ad agosto 2025, dopo una lunga attesa per degli esami clinici, è arrivata per loro una vera e propria doccia gelata: rabdomiosarcoma al collo, un cancro molto aggressivo aveva colpito Varvara.
L'adolescente ucraina, dopo una prima visita all’ospedale di Ivrea, si trova adesso al Regina Margherita di Torino: «Mani d’aiuto vere l’hanno accolta a Castellamonte e di lì a Ivrea – raccontano da La Memoria Viva - Dopo il primo step in pediatria a Ivrea adesso è già al Regina Margherita di Torino. Stanchi sì, ma davvero contenti di questo splendido inizio. Sarà lunga ci hanno detto i dottori, esami, intervento, radioterapia e molto altro ma alla fine tutto andrà bene… ne siamo certi. Il suo sorriso la sua voglia di vivere sarà il motore per vincere questa terribile malattia».
«Ringraziamo ancora una volta la grande disponibilità degli amici di Memoria Viva, senza di loro non si sarebbe mai potuto iniziare questo percorso - aggiungono dal sodalizio canavesano - In primis il dottor Ugo Scarlato che a livello umano e ovviamente medico si è immediatamente attivato quando il 5 novembre abbiamo saputo che la bambina era gravemente malata. In meno di 7 giorni siamo riusciti nel primo miracolo: evacuarla e offrire il percorso sanitario che si spera riuscirà a salvarle la vita. E' stato possibile grazie all'Ambasciata d'Italia a Kiev nella figura dell’ambasciatore Carlo Formosa, al console dottor Stefano Moser e a tutto il personale diplomatico che ci ha supportato per agevolare il più possibile l'uscita dal paese. Grazie a Hanna Arnautova che ci sta aiutando e ci aiuterà a comunicare con Varvara e la famiglia. Grazie all’onorevole Alessandro Giglio Vigna. Grazie alla Questura di Torino; a Pasquale Mazza, sindaco della Città di Castellamonte e assessore alla Città Metropolitana di Torino, agli amici di sempre Celestino Bianco, Fortino Francesco, Paola Massaglia, Elso Merlo, Serenella Zedda, a Carlo Rovetto di Baldissero Canavese, a Francesco Iannuzzi, giornalista dal volto umano, ad Adriano Calabrese di Torino che sempre fa sentire la sua presenza nelle nostre missioni. E tutti coloro che con piccoli gesti, telefonate e con la loro presenza ci hanno aiutato ad accogliere nel migliore dei modi questa meravigliosa famiglia che dopo aver preso tutto, a causa dell'invasione russa, era nuovamente rimasta sola ad affrontare la malattia terribile della loro bambina».










