L'escursione finisce in tragedia. L'unico superstite, una guida alpina, viene condannato dal tribunale di Ivrea. Dopo sette anni è arrivata la sentenza del giudice sul drammatico incidente che il primo maggio del 2008 è costato la vita a cinque persone al Nivolè, sopra Ceresole Reale, nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso. Le condizioni meteorologiche erano proibitive ma i sei escursionisti stavano attraversando comunque il Pian di Basei, a circa 3300 metri di quota, quando, passando su una cornice di neve, questa è caduta sotto il loro peso provocando una valanga che li ha travolti.
 
I cinque, tutti francesi, sono stati trovati ancora imbragati l'uno con l'altro e gli uomini del soccorso alpino non hanno potuto far altro che recuperare le salme e portarle nella camera mortuaria dell'ospedale di Cuorgné. Bruno Paladini, 51 anni, di origini italiane, Christian Colomb, 60 anni, Sophie Chourtier, 38 anni, Jean-Marie Christophe Gandon, 45 anni e François Brisset Ghautier, 44 anni, le vittime del drammatico incidente in quota.
 
La guida alpina Jean Pierre Olivier Etienne, 52 anni, di Creux Vincent, questa mattina è stato condannato dal giudice Cecilia Marino, a diciotto mesi di reclusione con la condizionale per omicidio colposo. Secondo il giudice è stato responsabile di aver condotto gli altri alpinisti in un'escursione pericolosa, in base alle condizioni meteo di quel giorno. A dare l’allarme era stato il gestore del rifugio «Città di Chivasso» al Colle del Nivolet, preoccupato per il forte ritardo della comitiva francese.