CERESOLE REALE - Nell’intero territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso ricadono una novantina di corpi glaciali la cui forma varia molto in base alla diversità geologica e morfologica dei versanti che li ospitano. Tutti però sono particolarmente sensibili al riscaldamento atmosferico: in meno di due secoli, dalla fine della Piccola Età Glaciale (1820-1850), hanno perso circa il 65% della loro superficie, passando da circa 88 chilometri quadrati a meno di 30 (info SMI - Università di Torino/DST - Fondazione Montagna Sicura). La Carovana dei Ghiacciai 2021 di Legambiente ha osservato il Ghiacciaio della Capra, nel versante piemontese, e i tre principali ghiacciai della Valnontey in Valle d’Aosta: Tribolazione, Grand Croux e Money.

L'attività di misura diretta della fronte del ghiacciaio della Capra, sopra Ceresole Reale nella zona del Serrù, va avanti ormai da molti anni grazie al contributo dei guardiaparco del Parco. Ogni anno viene acquisita la misura della distanza frontale da un Punto Segnale identificato e stabile nel tempo. Inoltre, grazie alla collaborazione tra il l'università di Torino (Geositlab – Dipartimento Scienze della Terra) e il CNR-IRPI di Torino (ClimAlp), il ghiacciaio della Capra è oggetto di specifici studi per la ricostruzione tridimensionale della sua morfologia e la conseguente estrazione dei principali parametri morfometrici.

La visita della Carovana al Ghiacciaio della Capra ha permesso di ripercorrere le misurazioni di alcune tappe del ritiro della fronte glaciale, a partire dal segnale del 1954, in cui il ghiacciaio stazionò a meno di dieci metri durante gli anni ’60. Fra i dati più significativi delle campagne sul Ghiacciaio della Capra, va segnalato il collasso del 2018 di una grotta glaciale posizionata nella parte terminale del ghiacciaio che ha determinato un arretramento dello stesso di ben 110 metri. Da allora la situazione è però pressoché invariata. Durante il sopralluogo degli operatori glaciologici del CGI accompagnati dalla Carovana dei Ghiacciai, la fronte è risultata coperta di nevato in tutta la lingua terminale con un’estensione di 140 metri di lunghezza e 115 di larghezza. La copertura nevosa ha protetto la fronte, inalterata come posizione rispetto al 2020. È stato pure segnalato del nevato nella porzione superiore del ghiacciaio, ma si è ampliata una finestra rocciosa. Numerose tracce di valanghe sono state osservate nel settore circostante sinistro.

È questo, in estrema sintesi, il risultato del monitoraggio effettuato nella quinta e ultima tappa della Carovana dei ghiacciai di Legambiente sui ghiacciai del Parco Nazionale del Gran Paradiso tra Piemonte e Valle d’Aosta. «Quest’ultima tappa ha voluto condensare quella che è la vision della campagna: una lettura e un’interpretazione a tutto tondo del mondo dei ghiacciai, da tradurre in una molteplicità di messaggi per “colpire” e rendere più reattivo il nostro Paese. Stimoli che vorremmo utili a scuotere le coscienze per una maggior consapevolezza, ma soprattutto con l’obiettivo di indurre azioni concrete e repentine di contrasto ai cambiamenti climatici», dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente.

Il suono commovente del corno alpino di Martin Mayes, immerso nella nebbia gelida vicino a quel che resta del ghiacciaio della Capra, si è intrecciato con la veglia funebre dei giovani di Legambiente Piemonte.

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