CANAVESE - La segreteria territoriale del Nursind di Torino esprime la più ferma condanna nei confronti della direzione generale dell'Asl To4 per la gestione del personale precario in scadenza. «La decisione di non procedere alla stabilizzazione di circa 20 lavoratori del comparto – tra cui Oss, Infermieri, Ostetriche e personale Amministrativo – è, a nostro avviso, una scelta folle, inammissibile e priva di qualsiasi logica», dichiarano Giuseppe Summa, Segretario Territoriale Nursind Torino e Antonio De Feo, Dirigente Sindacale Asl To4. Nursind rappresenterà questi lavoratori in tutte le sedi opportune.
Entro mercoledì 15 luglio 2026 circa 8-10 lavoratori rischiano di restare a casa. Hanno tutti maturato i 18 mesi di servizio previsti dalla normativa vigente per la stabilizzazione e hanno partecipato regolarmente al bando. Ieri hanno ricevuto la comunicazione di cessazione senza nemmeno vedersi riconoscere ferie e ore maturate.
«Lasciare a casa chi garantisce ogni giorno l’assistenza ai cittadini è un danno incalcolabile per l’utenza e per i servizi, oltre che per i lavoratori stessi - aggiungono i sindacalisti - l’azienda si trincera dietro la nota regionale che invita alla sospensione dei nuovi reclutamenti. Tuttavia, l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha dichiarato pubblicamente che tale disposizione non mira a bloccare le assunzioni. Di fronte a questa palese contraddizione, l’assessore ha ora il dovere politico di intervenire immediatamente per porre fine alla distorta interpretazione che la Direzione dell’Asl To4 sta dando alle sue direttive. Se le parole dell’assessore corrispondono alla realtà dei fatti, non c’è motivo per cui questi lavoratori debbano restare a casa. Attendiamo un suo riscontro immediato per capire se l’operato dell’azienda sia in linea con le intenzioni della Regione o se si tratti di una gestione arbitraria che sta mettendo a rischio la continuità assistenziale».
Nursind ricorda all'Asl To4 che qui non si sta parlando di nuove assunzioni, ma della stabilizzazione di personale già in servizio, fondamentale per la continuità delle cure e già in possesso dei requisiti di legge. «Stiamo parlando di risorse già formate e operative, la cui perdita comporterebbe un danno gravissimo. Registriamo, inoltre, con forte amarezza l’utilizzo di “due pesi e due misure”. Pur non avendo nulla contro il personale medico, evidenziamo che mentre l’azienda blocca la stabilizzazione e manda a casa il personale del comparto, continua invece a procedere con le delibere di assunzione di personale medico. Abbiamo già scritto formalmente al direttore generale Luigi Vercellino chiedendo un riscontro immediato e la prosecuzione delle procedure di stabilizzazione già avviate».
Puntuale è arrivata la risposta dell'Asl To4: «L'invio di lettere di risoluzione del rapporto di lavoro a operatori del comparto a tempo determinato è partito in automatico da parte del Servizio Amministrazione del Personale dell’Asl To4, senza la necessaria condivisione con la Direzione Generale, che aveva temporaneamente sospeso la deliberazione di stabilizzazione di questo personale in attesa del confronto con la Regione di venerdì 10 luglio. L'incontro ha confermato che il recente provvedimento regionale non mira a sospendere il reclutamento del personale, ma a verificare la coerenza tra fabbisogni, modelli organizzativi e risorse disponibili. Il Servizio Amministrazione del Personale dell’Azienda sta già provvedendo a inviare formale lettera di annullamento a tutti gli operatori coinvolti, ripristinando la normale attività lavorativa. La Direzione Generale ribadisce la massima attenzione alla tutela del personale e alla continuità dei servizi, confermando la volontà di procedere con i percorsi di stabilizzazione già pianificati».
«Bene l'annullamento dei licenziamenti lampo all'Asl To4, ma lo scaricabarile della Direzione Generale sui propri uffici è uno spettacolo di cui non si ravvisava la necessità», ribatte Summa.













