CANAVESE - Un'indagine del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha fotografato la difficile situazione degli infermieri che lavorano nelle sale operatorie. Sono circa 1500 gli infermieri (circa il 7% 8%) del totale assegnati stabilmente ai blocchi operatori nel ruolo di strumentisti, infermieri di sala e di anestesia. Questo ristretto contingente deve garantire la piena operatività di circa 150 sale operatorie pubbliche attive nella regione, capaci di macinare una media di 240.000 - 260.000 interventi all'anno di cui il 15-20% rappresentato da urgenze. Dietro questi grandi flussi e i relativi piani regionali di abbattimento delle liste d'attesa, si nasconde però una realtà fatta di turni insostenibili e usura fisica.
Il sondaggio che ha coinvolto un campione significativo di 150 infermieri (circa il 10%) di area distribuiti su tutto il territorio piemontese con oltre la metà dei rispondenti concentrata nei grandi nodi ospedalieri dell'area metropolitana di Torino, certifica lo stato di profonda sofferenza in cui versa il personale. Per il 58,0% degli intervistati le sedute operatorie programmate si prolungano oltre l'orario stabilito richiedendo straordinari non programmati praticamente tutti i giorni; il 76,8% subisce un carico pesante che va da 5 a 7 turni mensili di reperibilità; quando si è in pronta disponibilità, il 63,7% viene chiamato in servizio attivo quasi sempre o costantemente; il 76,1% definisce pessimo o inesistente il tempo di recupero psicofisico concesso.
Il quadro di grande impegno e complessità emerso a livello regionale dall'indagine NurSind sui blocchi operatori trova una chiara rispondenza anche nella realtà dell'Asl To4. La situazione aziendale rispecchia infatti le criticità riscontrate in tutto il territorio piemontese: un sistema chirurgico che garantisce importanti volumi di attività, ma che si trova a fare i conti con un carico di lavoro gravoso per il personale infermieristico impegnato quotidianamente tra la gestione delle liste d'attesa e le esigenze organizzative.
Nel 2025 quasi 7000 ore di straordinario lavorate in pronta disponibilità.
- Chivasso (Sale Operatorie): 998,52 ore per gli Infermieri e 480,72 per gli OSS.
- Ciriè-Lanzo (Sale Operatorie): 1.850,22 ore per gli Infermieri, 914,25 per gli OSS più 95,25 ore per il presidio di Lanzo).
- Ivrea (Sale Operatorie): 1.513,07 ore per gli Infermieri e 804,82 per gli OSS.
Primo Trimestre 2026 (01/01/2026 - 31/03/2026):
- Chivasso: 272,98 ore per gli Infermieri e 125,55 per gli OSS.
- Ciriè-Lanzo: 422,38 ore per gli Infermieri, 208,17 per gli OSS e 31,55 ore a Lanzo.
- Ivrea: 376,50 ore per gli Infermieri e 190,98 per gli OSS.
Una programmazione che a volte risente di disallineamenti tra attività ordinaria e urgenze rende più complessa la gestione quotidiana dei turni. Le difficoltà operative sono acuite da un contesto lavorativo spesso teso e stressante, a cui si aggiungono le criticità legate all'usura e alla vetustà di alcune apparecchiature tecnologiche, che richiedono costanti interventi di manutenzione e attenzione.
«L'obiettivo comune deve essere quello di tutelare il benessere e la serenità di chi opera ogni giorno nei blocchi operatori - sottolinea il sindacato Nursind - le sale chirurgiche possono funzionare al meglio solo se c'è un reale equilibrio organizzativo che rispetti i tempi di recupero e la professionalità del personale. Chiediamo alla Direzione un confronto mirato a ottimizzare la programmazione, rivedere l'uso della pronta disponibilità e investire sul miglioramento delle dotazioni e delle condizioni di lavoro».













