CHIVASSO-IVREA - E' stata presentata all'Asl To4 una richiesta di suicidio medicalmente assistito. E' la prima volta che questo avviene in Canavese e, a quanto pare, in tutto il Piemonte. L'azienda sanitaria ha avviato tutto l'iter amministrativo, con riferimento normativo alla sentenza 242/19 della Corte Costituzionale. Non essendoci leggi a livello regionale o nazionale, sarà proprio quella sentenza a indirizzare le scelte dell'azienda sanitaria.
In particolare, il richiedente il suicidio assistito si deve identificare in una persona che presenti tutte le seguenti caratteristiche: affetta da una patologia irreversibile; la patologia irreversibile deve essere fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che la persona reputa intollerabili; dipendente da trattamenti di sostegno vitale; capace di prendere decisioni libere e consapevoli.
In questo caso il paziente, residente nel territorio dell'Asl To4, ha espresso richiesta di accesso alla procedura di suicidio medicalmente assistito proprio ai sensi della sentenza 242/19 della Corte Costituzionale; l'azienda sanitaria ha chiesto lumi sulle procedure alla Regione Piemonte e al Comitato Etico Territoriale della Città della Salute e della Scienza di Torino. «A fronte del riscontro regionale del 27/06/2025 di indisponibilità di linee di indirizzo regionali, e in assenza di indicazioni tecnico-operative a supporto, l’Asl To4, con successiva nota, ha proposto a Regione Piemonte un percorso di presa in carico del/della paziente e di valutazione dei requisiti in modo congiunto con il Comitato Etico Territoriale», si legge nella delibera della direzione sanitaria.
Si è quindi ritenuto necessario istituire una specifica «Commissione Aziendale» per la valutazione dei requisiti indicati nella sentenza. A valutare le condizioni del paziente saranno un medico palliativista, un medico legale, un rianimatore, un neurologo, un farmacista, uno psichiatra e uno psicologo. L'attività della Commissione sarà svolta in regime istituzionale entro 45 giorni a partire dall’adozione della deliberazione di nomina dei componenti incaricati.
Nel frattempo, il Direttore del Distretto, nel cui territorio risiede il/la paziente, ha avuto il mandato di garantire l’attivazione di un percorso di cure palliative, o acquisirne documentato rifiuto da parte del paziente.








