CHIVASSO - Nei primi giorni di gennaio 2026, Khaby Lame ha firmato uno degli accordi più sorprendenti dell'ultimo periodo. L’influencer, cresciuto a Chivasso, ha ceduto la sua holding a Rich Sparkle Holdings per 975 milioni di dollari. Fin qui, già una cifra da capogiro. Ma il vero colpo di scena è un altro. Nel pacchetto rientra infatti la creazione di un «gemello digitale» basato sull’intelligenza artificiale. Un clone virtuale costruito usando dati biometrici come movimenti, espressioni del viso e voce.
Una versione di Khaby capace di lavorare senza sosta, andare in diretta 24 ore su 24, parlare più lingue e vendere prodotti in contemporanea in mezzo mondo. Un paradosso affascinante, se si pensa che la sua fama nasce da video muti. A gestire l’intera operazione ci sarà un colosso tecnologico cinese specializzato in video-vendite. Avrà il controllo completo della filiera, dai contenuti alla logistica, con un focus particolare su Stati Uniti, Medio Oriente e Sud-Est asiatico. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’attenzione dei fan in un flusso di ricavi continuo e diffuso in tutto il mondo.
Khaby Lame, però, non esce di scena: supervisiona il progetto e ci mette la faccia. Dopo aver monetizzato la sua immagine, ora compie il passo successivo: diventa un’infrastruttura. E secondo le stime, questo sistema potrebbe generare fino a 4 miliardi di dollari l'anno. Ancora una volta si gioca la carta della semplicità per guadagnare: Khaby ha capito che il prodotto più efficace era lui stesso. E ha deciso di replicarlo (foto tratta dal profilo Facebook ufficiale).








