Un uomo di 67 anni, italiano, è stato condannato a 10 anni di reclusione per violenza sessuale. La vittima era la nipotina che all'epoca dei fatti aveva appena 2 anni. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d'Appello di Torino che ha parzialmente ribaltato l'assoluzione dell'imputato avvenuta alla fine del processo di primo grado.

I fatti risalgono all'agosto del 2013 quando la mamma della bambina si accorge che la figlia perde sangue dalla vagina. I genitori, in quell'occasione, si precipitano al pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso dove i medici, vista la situazione, segnalano immediatamente il caso alle forze dell'ordine. Le successive indagini portano ad una drammatica ipotesi: la bambina sarebbe stata violentata con un oggetto dal nonno materno visto che la sera prima aveva dormito con lui.

L'accusa è stata poi estesa alla nonna e anche ai genitori della bambina che non avrebbero fatto nulla per impedire la violenza. Nel 2016 giudici del tribunale di Torino hanno accolto la tesi difensiva secondo la quale la bambina, fin da quando era in fasce, era solita toccarsi nella zona del pube in modo compulsivo. Le ferite sarebbero state quindi conseguenza di quell'atteggiamento.

La procura ha invece presentato ricorso e la Corte d'Appello ha ribaltato parzialmente la sentenza di primo grado condannando il nonno. Secondo i giudici la bambina non ha potuto procurarsi quelle ferite da sola. La nonna e i genitori della piccola non hanno avuto alcuna responsabilità nella violenza e sono stati assolti.

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