Sta facendo discutere la vicenda dell'insegnante picchiato a scuola da un allievo di 15 anni (link sotto). La vittima dell'aggressione, avvenuta lunedì all'Ubertini di Chivasso, ha scritto una lettera per precisare alcune situazioni emerse nelle ultime ore e, soprattutto, per dare coraggio ai colleghi che si trovano in situazioni complicate. Ecco cosa ha scritto l'insegnante.

«Non voglio esprimermi sulla dinamica dell’aggressione ma voglio porre all’attenzione della comunità alcune riflessioni.
Al di là del torto o della ragione, noi siamo prima di tutto delle persone, è un dovere stare accanto ai giovani e farli crescere nel difficile mestiere della vita. Anche noi professori siamo delle persone, consce dell’idea che da soli non si va da nessuna parte. Per questo credo che ognuno di noi abbia il desiderio di condividere con i propri allievi il valore delle conoscenze che certamente concorrono alla formazione dell’animo umano. Mi chiedo come mai ci troviamo in un mondo sempre più in preda alla rabbia.

Mai condannare, ma aiutare i ragazzi, perché loro sono il futuro della nostra società. Probabilmente molte volte sono smarriti o soli. A volte l’aggressività può essere un grido d’aiuto, quindi sosteniamoli! Credo che la violenza non possa diventare l’unico mezzo di comunicazione per questi giovani. Anzi sono dell’idea che la cultura della non violenza debba ancora insediarsi nel cuore di tutti gli uomini.

Sarebbe opportuno promuovere nelle scuole una campagna di educazione alla gentilezza e alla solidarietà. Solo con l’esempio e le buone pratiche i giovani possono comprendere ed apprezzare comportamenti rispettosi delle regole di convivenza civile e morale. Questo evento non mi ha per nulla scoraggiato, anzi sta crescendo maggiormente in me la forza e la convinzione di impegnarmi con maggiore passione nel mio lavoro, che considero una vocazione. Invito tutti professori a non rassegnarsi alle situazioni complicate e scoraggianti, anche davanti agli episodi di violenza, dobbiamo rispondere alle necessità educative dei nostri ragazzi.

Mi sono sentito fortemente sostenuto dal mio Dirigente Scolastico Prof. Rinaldo Merlone, presente in tutte le fasi di questo spiacevole episodio e lo ringrazio profondamente per il sostegno dal punto di vista professionale, ma soprattutto per il conforto morale. Ringrazio calorosamente tutte le manifestazioni di solidarietà che mi sono arrivate da tutte le istituzioni e infine porgo un ringraziamento particolare a tutti i miei colleghi, genitori ed alunni che mi hanno manifestato il loro affetto».

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