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CHIVASSO - Pensava di incontrare una ragazzina conosciuta su un sito di incontri il 61enne residente in alto Canavese che, invece, è finito nella rete estorsiva di due giovani che, usando la falsa identità della ragazza, lo hanno circuito. Nei guai sono finiti un 22enne di Strambino e un 17enne di Romano Canavese. All'incontro con l'uomo, infatti, in un parco di Chivasso, c'erano anche i carabinieri.

E' successo la scorsa settimana. L'uomo ha risposto ha l'annuncio convinto di parlare con la giovane della foto. Una volta arrivato sul posto, però, si è trovato di fronte un ragazzo maggiorenne e un complice minorenne. I due, approfittando della situazione, avrebbero chiesto denaro minacciando di chiamare le forze dell’ordine e di accusarlo di un reato (visto che la ragazza della foto sarebbe stata minorenne), in realtà, mai commesso.

L’uomo, come hanno già chiarito gli investigatori, è vittima e non ha alcuna responsabilità penale. L’appuntamento, a sua insaputa, era stato monitorato dai carabinieri, che sono intervenuti subito dopo l’arrivo dei due giovani. Entrambi sono stati arrestati con l’accusa di tentata estorsione. Il maggiorenne si trova ora ai domiciliari, mentre il minorenne è stato prima affidato a un centro di accoglienza e successivamente sottoposto all’obbligo di permanenza in casa.

Le indagini proseguono perché potrebbero esistere altri casi simili. Del caso se ne sta occupando la procura di Ivrea. Gli investigatori stanno valutando se ci sia un legame tra i vari fatti oppure se si tratti di un fenomeno più ampio, legato alla crescente diffusione della cosiddetta «sextortion». Si tratta di un meccanismo basato sulla creazione di situazioni compromettenti per ottenere denaro, un sistema che continua a espandersi soprattutto nelle piattaforme di messaggistica istantanea.