Questa mattina a Chivasso il sindaco Claudio Castello, l'assessore all'ambiente Pasquale Centin, il comandante della Polizia Municipale, Michele Cassano, il vice Giuseppe Mezzo e il commissario Ferdinando Fenu, hanno fatto il punto della situazione a quattro mesi dall'avvio dell'utilizzo delle video trappole installate sul territorio comunale. «Ogni anno il Comune spende circa 35-40 mila euro per bonificare i siti diventati discariche abusive – ha spiegato il sindaco Claudio Castello - fin dal nostro insediamento abbiamo subito lavorato per ripulire le aree che ci erano state indicate, ma nello stesso tempo abbiamo avviato una serie di provvedimenti per disincentivare il fenomeno dell'abbandono di rifiuti».

Nei primi quattro mesi di sperimentazione, l'utilizzo delle due videotrappole in dotazione ha prodotto circa mille ore di riprese. Fra i soggetti sanzionati – pochi per fortuna, perchè i fenomeni di abbandono di rifiuti sono sporadici – il 30% risultano essere chivassesi, mentre per il 70% si tratta di persone provenienti da Comuni limitrofi come Brandizzo, Torino, Torrazza Piemonte ed anche dalla provincia di Asti; è stato denunciato alla Procura di Ivrea il titolare di una impresa edile che è stato ripreso mentre scaricava materiale di risulta dell'attività lavorativa ed una donna, di professione parrucchiera, che ha abbandonato rifiuti non pericolosi provenienti dalla sua attività.

Il Comandante Cassano ha ricordato che per le imprese scattano, sia le sanzioni amministrative, che quelle penali; la sanzione amministrativa, secondo il Codice Ambientale, va da un minimo di 300 ad un massimo di 3 mila euro e a determinare la gravità del reato è il tipo di rifiuto che viene abbandonato, mentre la sanzione penale prevede l'arresto fino ad un anno. Le due video trappole vengono spostate sul territorio comunale, laddove sia segnalata la necessità di individuare i responsabili della creazione di un sito abusivo e, secondo l'articolo 53 del Codice sulla privacy, per atti di Polizia Giudiziaria si può procedere con le riprese senza informare la popolazione.

Il Comune, sul proprio profilo Youtube, ha anche pubblicato il video di alcuni abbandoni di rifiuti (video qui sotto).

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