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CIRIE' - Dà in escandescenze al pronto soccorso e aggredisce sette operatori, tra medici e infermieri, oltre a spintonare i carabinieri. Nei guai con la giustizia un uomo di 51 anni, di nazionalità italiana. E' successo martedì 30 settembre all'ospedale di Ciriè. L'aggressore, arrestato dai militari dell'Arma di Ciriè, dovrà rispondere anche dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Sulla vicenda sono intervenuti, a stretto giro, Giuseppe Summa della segreteria territoriale di Nursind Torino e Chiara Rivetti della segreteria regionale Anaao-Assomed Piemonte: «Questa volta sono sette gli operatori rimasti coinvolti tra medici, infermieri e personale sanitario. Qualcuno con importanti danni fisici e altri con prognosi di più giorni. Ci troviamo a denunciare l'ennesimo grave episodio a dimostrazione che ciò che è stato fatto non è ancora sufficiente. Il problema è complesso e non di facile soluzione ma ad oggi non sono stati ancora messi in atto tutti gli interventi utili ad evitare e prevenire questi eventi e soprattutto garantire la sicurezza del personale. Il fatto che sia complesso inoltre non giustifica che non si debba affrontare con determinazione. Allo stato attuale ad esempio non vi è ancora la presenza continua di vigilanza armata o di forze dell’ordine come abbiamo già sollecitato recentemente dopo un altro episodio simile, personale già previsto tra l’ altro da una delibera. Non abbiamo altresì ancora notizia di protocolli operativi con le forze dell’ ordine come prevede la norma».

Per Summa e Rivetti sono poi indispensabili nuove misure strutturali e organizzative: «Per esempio utilizzare schermi e monitor con le informazioni aggiornate in tempo reale sullo stato delle prestazioni sanitarie e la predisposizione di misure strutturali per rendere i luoghi di attesa confortevoli e favorire l’accoglienza degli utenti. Inoltre, sono fondamentali le assunzioni di personale: colmare le carenze di organico permetterebbe di avere più tempo per fornire ai pazienti informazioni chiare sulle modalità, i rischi e i tempi di erogazione delle prestazioni. Auspichiamo che anche la Regione si faccia carico del problema strutturalmente e verifichi costantemente le azioni messe in atto affinché le aziende possano adempiere a tutto quanto è possibile fare per garantire la sicurezza degli operatori. Infine, auspichiamo che Regione e aziende si adoperino per garantire quanto previsto dal nuovo imminente contratto del comparto e dalle proposte della dirigenza: dal patrocinio gratuito al supporto psicologico e al costituirsi parte civile. Le difficoltà economiche e sociali, unite all’aumento dell’aggressività, spingono troppo spesso a sfogare la rabbia per la propria condizione di malattia contro il primo che si incontra, che però sta accorrendo ad aiutare. Contro di noi. Questo non è accettabile».

«Non possiamo più tollerare che la sicurezza del personale sanitario sia affidata al caso – afferma Marco Boccacciari, referente sindacale Nursing Up per l’Asl To4 – Gli operatori non possono entrare in servizio con la consapevolezza che potrebbero essere aggrediti da un momento all’altro. La Direzione aziendale è stata più volte messa al corrente della situazione, ma non sono seguite azioni concrete: solo parole. Ora è la Regione che deve assumersi la responsabilità e pretendere un cambio di passo immediato». Il sindacato sottolinea che la gravità di quanto accaduto a Ciriè non rappresenta un episodio isolato, ma il riflesso di una condizione diffusa in molti pronto soccorso piemontesi, dove la carenza di personale e la mancanza di misure di sicurezza efficaci alimentano tensione e rischi quotidiani.

«Quanto accaduto al Pronto Soccorso di Ciriè non è solo un’aggressione al personale sanitario, è un’aggressione al Sistema Sanitario stesso. La Regione deve intervenire con decisione: serve un piano straordinario per la sicurezza negli ospedali e serve subito. I nostri professionisti meritano rispetto e protezione. Pretendiamo che la Regione agisca e che la direzione aziendale assuma misure concrete per garantire l’incolumità di chi lavora in prima linea», conclude Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.