CIRIE’ - Dal Canavese alla Scala: addio ad Azio Corghi. «Creatore di opere, composizioni sinfoniche e cameristiche che rimarranno nella memoria e nella storia della musica, è stato uno straordinario insegnante di composizione, amato e rispettato da schiere di giovani allievi per la sua maestria artistica, il suo rigore morale, la sua innata gentilezza»: sono le parole con cui la Fondazione teatro Petrizzelli ha ricordato lo stimato compositore e musicologo ciriacese, scomparso a 85 anni a Gudizzolo, nel mantovano dove viveva da tempo.

Figlio del caricaturista Alvaro Corghi, il maestro canavesano compì gli studi musicali al conservatorio di Torino e a Milano sotto la guida di Bruno Bettinelli, diplomandosi in pianoforte, composizione, musica corale e direzione di coro, direzione d'orchestra e composizione polifonica vocale. Fu docente ai conservatori di Parma, Torino e Milano e dal 1995 al 2007 titolare della cattedra di perfezionamento in composizione presso l'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma; in seguito fu docente nei corsi di perfezionamento in composizione all'Accademia Chigiana di Siena, all'Accademia Filarmonica di Bologna e all'Accademia Lorenzo Perosi di Biella. Fu inoltre protagonista di alcune masterclass presso le università americane di Berkeley e Cincinnati.

Come musicologo curò numerose revisioni di opere del passato, tra cui l'opera L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini e vari lavori di Antonio Vivaldi. Nel 1994 fu nominato Accademico di Santa Cecilia. Ha composto opere teatrali, balletti, musica elettronica, lavori sinfonici, corali e cameristici, che vengono eseguiti in teatri, festival e sale da concerto internazionali; di particolare rilievo la sua produzione operistica, che comprende anche lavori scritti in collaborazione con lo scrittore portoghese José Saramago.

Corghi ricevette numerosi riconoscimenti internazionali per il suo lavori, tra cui il primo premio del concorso «Ricordi-Rai» nel 1966, il premio «Janni Psacaropulo» della critica musicale torinese nel 1985, il Premio Positano «Leonid Massine» e il premio «L'ulivo d'oro» nel 1990, il premio S.I.A.E. per la Lirica nel 1992, il premio «Bindo Missiroli» della città di Bergamo nel 1998. Azio Corghi lascia la moglie Magda, il figlio Antonio con Silvia, l'adorata nipote Anna, il fratello CARLO, le cognate e parenti tutti.