Non sono concluse le indagini della procura di Ivrea sul rogo doloso che mercoledì scorso, nel cuore della notte, ha distrutto sette autobus parcheggiati nel piazzale della stazione ferroviaria di Ciriè. I carabinieri della compagnia di Venaria Reale che stanno seguendo gli accertamenti, infatti, non escludono che l'autore dell'incendio, Roberto M., 50 anni, senza fissa dimora, sia stato accompagnato da qualcun altro nel raid incendiario. Agli investigatori, infatti, non convince la confessione dell'uomo e, soprattutto, la motivazione che lo ha portato al clamoroso gesto: «Non mi facevano salire sul bus a gratis, così ho deciso di dare fuoco ai pullman». L'uomo è stato fermato per incendio doloso.

L'episodio al quale fa riferimento il 50enne, infatti, si sarebbe verificato una sola volta su un pullman della Gtt e, soprattutto, si sarebbe verificato ben sei mesi fa. Venerdì i tecnici del Niat, il nucleo investigativo antincendi territoriale dei vigili del fuoco, hanno effettuato un lungo sopralluogo nell'area del rogo (ancora sotto sequestro) alla ricerca di possibili indizi utili per le indagini. Perchè il dubbio degli inquirenti è che Roberto M. possa aver agito con dei complici. L'incendio, inizialmente appiccato ad un pneumatico di un bus, si è poi esteso ad altri sei pullman parcheggiati nelle vicinanze.

Determinanti, nell'identificazione del balordo, oltre alla collaborazione degli agenti della polizia municipale, le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del Comune, piazzate in diversi punti del centro storico.

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