CANAVESE - La Guardia di Finanza di Aosta ha eseguito oggi in diverse regioni italiane un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice del Tribunale di Torino, nei confronti di 17 persone indagate per associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio. Tra gli arrestati figurano un 59enne di San Maurizio Canavese e un 51enne di Ciriè. 

Si tratta di un’operazione internazionale che, grazie al coordinamento dell’Agenzia Europea per la Cooperazione Giudiziaria - Eurojust, è stata sviluppata in stretta sinergia con le autorità tedesche. Insieme agli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili e criptovalute, sino alla concorrenza del valore di 41 milioni di euro, ovvero l’equivalente delle somme ottenute con la truffa posta in essere e di quelle riciclate. I fatti risalgono al periodo 2016-2020. Gli indagati sono complessivamente 113. Grazie all’inchiesta, avviata nel luglio del 2019 dal Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Aosta, è stata scoperta una maxi truffa realizzata da una banda con base nella provincia di Torino, imperniata intorno al meccanismo dei cosiddetti «certificati bianchi» (o TEE, Titoli di Efficienza Energetica), principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia, introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 2005.

Alla base del meccanismo vi è l’obbligo, da parte delle aziende distributrici di energia elettrica e gas con più di
50mila clienti, di conseguire annualmente determinati obiettivi di risparmio energetico che vengono «premiati» con contributi pubblici erogati attraverso i prelievi operati sulle bollette energetiche alla voce oneri di sistema. L’indagine è iniziata a Saint Christophe (AO), dove i Finanzieri hanno scoperto la prima delle otto attività fantasma che è riuscita ad ottenere indebitamente, a fronte di 26 falsi progetti, circa 27.000 certificati bianchi, rivenduti a un controvalore di poco superiore a 8 milioni di euro. 

I successivi approfondimenti hanno consentito di risalire all’esistenza di un sodalizio criminale che, da un anonimo ufficio di Torino, gestiva, oltre a quella valdostana, altre sette attività formalmente ubicate nelle province di Milano, Torino, Varese, Asti, Vercelli e Biella, in realtà vere e proprie scatole vuote utilizzate al solo scopo di ottenere e scambiare certificati bianchi. Il tutto reso possibile sfruttando le falle del sistema legislativo dell’incentivazione del risparmio energetico globale. La maxi truffa ha raggiunto un valore complessivo di 27 milioni di euro, finanziati, come detto, anche a spese degli utenti. I soggetti indagati per attività di riciclaggio del denaro, tutti colpiti dalla misura della custodia cautelare in carcere, risiedono nelle province di Torino, Brescia, Napoli, Salerno, Foggia e Barletta-Andria-Trani; tra loro figurano anche un commercialista e un dipendente di un istituto bancario mentre altri due corrieri di denaro contante, anch’essi arrestati per riciclaggio, percepivano il Reddito di Cittadinanza.

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