CANAVESE - Ora è possibile spostarsi dal proprio Comune di residenza per andare nei saloni di parrucchieri e barbieri. Lo scrive il Prefetto di Torino, Claudio Palomba, rispondendo a un quesito della CNA Torino, facendo leva su un principio di "economicità" e margini di scelta. La convenienza economica e i margini di scelta del consumatore sono una formula valida come motivazione da inserire nell'autocertificazione. Dopo il sì allo spostamento per la sostituzione degli pneumatici da neve, CNA incassa un via libera al movimento per i clienti e le clienti dei parrucchieri, categoria considerata essenziale tanto da restare aperta nonostante le restrizioni imposte dal DPCM in zona rossa.

Secondo la Prefettura, lo spostamento dei clienti verso i saloni di barbieri e parrucchieri situati fuori Comune di residenza potrà essere legittimato esclusivamente nei casi in cui non sia disponibile nel Comune di residenza un servizio analogo o nell'ipotesi in cui nei Comuni vicini vi sia maggiore offerta, anche in termini di convenienza economica, al fine di assicurare pari opportunità e motivati margini di scelta al consumatore. «Questi chiarimenti interpretativi denotano un impegno della Prefettura di Torino nel dialogo con le associazioni di categoria e una sensibilità del Prefetto che ringraziamo», dichiara il segretario regionale della CNA Piemonte Filippo Provenzano.

«Ringrazio il Prefetto di Torino, Claudio Palomba, per aver chiarito, in merito agli spostamenti all’interno delle zone rosse, che i clienti di saloni di barbieri e parrucchieri di esercizi situati fuori dal Comune di residenza, sono legittimati a recarvisi nei casi in cui non sia disponibile nel Comune di residenza un servizio analogo o nell’ipotesi in cui nei Comuni vicini vi sia una maggiore offerta, anche in termini di migliore convenienza economica. Un chiarimento essenziale, atteso sia da CNA che da Confartigianato Piemonte e le altre associazioni di categoria che vale anche per tutte le attività economiche elencate nell’allegato 24 del Dpcm del 3 novembre 2020». Lo dichiara in una nota la deputata canavesana del Partito Democratico, Francesca Bonomo.

«Spero - sottolinea la deputata Pd - che lo stesso parametro interpretativo sia adottato anche dalle altre province piemontesi. Chiedo al governo di estendere lo stesso criterio a tutte le zone rosse e arancioni a livello nazionale, non solo rispetto alle attività citate nell’allegato 24, ma a tutte quelle attività che sono aperte».

Galleria fotografica

Articoli correlati