CUORGNE' - Il tribunale di Torino ha condannato ad un anno e due mesi di carcere, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, la 53enne caposala di Cuorgnè finita a processo in quanto componente della commissione della gara per «camici sterili monouso» indetta dall'Asl To4. La donna avrebbe favorito una determinata azienda nel vincere l'appalto. La donna, che ha scelto il rito abbreviato, era accusata di turbata libertà degli incanti. Nello stesso procedimento sono stati condannati anche un operatore socio-sanitario delle Molinette di Torino (2 anni e 6 mesi) e altri due componenti della commissione aggiudicatrice della gara dell'Asl To4 (un anno e due mesi). 

Le indagini, durate quasi un anno, hanno preso il via a seguito dell’accertamento di un ammanco, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Città della Salute e della Scienza di Torino”, per un valore di circa trecento mila euro, di un costoso prodotto farmaceutico, denominato “Bon Alive” (sostituto osseo) causato dalla condotta truffaldina di un’incaricata di un’impresa torinese che si avvaleva della “collaborazione” di un pubblico dipendente infedele che falsificava documentazione amministrativa in cambio di generose tangenti.  

Nel proseguo dell’inchiesta, le investigazioni hanno consentito di disvelare numerose condotte illecite, nell’ambito di alcune gare d’appalto, da agenti e rappresentanti d’impresa e da componenti delle commissioni nominati da alcune Asl. In tale contesto, è emerso un collaudato ed articolato sistema di interazioni fra soggetti privati e commissari di gara, ricostruito anche grazie alle attività di intercettazione telefonica e di pedinamento, finalizzato a truccare le gare d’appalto attraverso la modifica dei relativi capitolati, l’attribuzione di punteggi di favore e la rivelazione di informazioni riservate.

Nel mirino della Procura della Repubblica e dei militari della Guardia di Finanza sono finite, in particolare, tre gare bandite. E tra queste quella bandita dall'Asl Città di Torino e dall'Asl To4 per la fornitura di camici chirurgici sterili monouso, in cui è stato accertato che alcuni membri della commissione della gara d’appalto hanno favorito un’impresa modificando il capitolato di gara ed attribuendole punteggi elevati, in cambio di oggetti preziosi. 

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