Un investimento di oltre due milioni di euro. Due anni di ritardo nella consegna dei lavori. Ma adesso ci siamo. Da oggi è attivo il nuovo pronto soccorso dell'ospedale di Cuorgnè. Con due anni di ritardo rispetto al cronoprogramma originale (a causa di diversi problemi con la ditta che si era aggiudicata l’appalto), il nosocomio di riferimento dell’alto Canavese ora può contare sul nuovo reparto.

Oggi a Cuorgnè lavorano 252 operatori: il nosocomio svolge un ruolo strategico per un’area vasta e logisticamente articolata come quella dell’alto Canavese. Circostanze che sono state rimarcate da Saitta come dal direttore dell'Asl, Lorenzo Ardissone, e dal vicesindaco di Cuorgnè, Laura Febbraro.

«L'ospedale rientra a pieno titolo nella rete come presidio di area disagiata, con un pronto soccorso che conta circa 17000 passaggi all’anno. La ristrutturazione di questo servizio ci permetterà di mettere a disposizione degli operatori una struttura all’avanguardia», ha confermato il direttore generale dell'azienda sanitaria. Un servizio per tutto il territorio. Per quasi due anni il pronto soccorso ha operato nella sede provvisoria del piano seminterrato, con notevoli disagi e criticità per dipendenti e (soprattutto) pazienti. Assente l'annunciato assessore Saitta. Regione rappresentata dall'assessore Pentenero.

Questo il breve intervento del sindaco Beppe Pezzetto, collegato in chat dalla Cina in cui si trova per motivi di lavoro. “Ringrazio l’Assessore Saitta, il direttore generale del'Asl Lorenzo Ardissone che con tutto il suo staff si è adoperato per raggiungere questo obiettivo. Un ringraziamento particolare a tutte le maestranze dell’Ospedale che hanno dovuto gestire questo periodo non semplice di transizione: vorrei per tutti ringraziare il dott. Addamo e Sonia Francisetti.
 
La giornata di oggi è un segnale importante non solo per Cuorgnè ma per tutto il territorio, oserei dire un punto di ripartenza per quel che riguarda l’attenzione a queste nostre Valli. Mi permetto di dire che adesso abbiamo un contenitore adeguato alle esigenze, voglio sperare che anche come contenuto la direzione Sanitaria saprà opportunamente dimensionarne l’organico così da rendere ancora più efficiente questo servizio fondamentale per la cittadinanza. Chiedo all’Assessore Pentenero di portare questo mio pensiero all’Assessore Saitta a cui vorrei nuovamente ribadire la centralità del nostro Ospedale e la disponibilità a diventare per la regione centro di sperimentazione per nuove metodologie innovative quali la telemedicina, che ben si presterebbero vista la morfologia del territorio di competenza”.

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