CUORGNE' - Le annose problematiche nell'utilizzo dell'isola ecologica di via Trieste sono state argomento di discussione, politica, nel corso dell'ultimo consiglio comunale, che si è svolto a Cuorgnè lo scorso mercoledì 29 luglio 2026.
A riportare al centro dell'attenzione la questione degli spazi a pochi passi dal centro città è stato il consigliere comunale di «Cuorgnè c'è» Davide Pieruccini: «Ci sono dubbi e perplessità sulla gestione e utilizzo dell'area ecologica di via Trieste - ha spiegato il consigliere di minoranza, Davide Pieruccini - Come segnalato da diversi cittadini, in quei locali le condizioni igieniche, in alcuni momenti, sono state veramente al limite dell'accettabilità. Qualcuno si è trovato di fronte anche dei topi. Adesso, quello spazio non è più aperto, ma è chiuso ed è stata conferita una tessera magnetica per permettere l'accesso solo alle persone che ne hanno diritto. Eppure, la situazione non è migliorata, anzi. Inoltre, quel locale andrebbe reso decoroso con degli interventi. Così è una "caverna". Andrebbe almeno sistemato e reso un luogo idoneo per offrire un buon servizio».
«Quell'immobile è di proprietà comunale ed è a disposizione di specifici utenti, individuati con un regolare censimento d'ufficio. Questo per limitare il bacino di chi ne fruisce ed evitare sversamenti di immondizia illeciti da parte di terzi estranei. Purtroppo, dopo la chiusura di quello spazio più di una volta ignoti hanno sfasciato la serratura. Ecco perché lo si trovava aperto - ha risposto il vice sindaco, Vanni Crisapulli - E' dal 2009 che c'è questo problema. Abbiamo cercato, da quando ci siamo insediati all'amministrazione del Comune, di regolamentare un po' la situazione, perché è vero: conferivano lì persone che non ne avevano assolutamente diritto. Grazie all'intervento della polizia locale, abbiamo pure sanzionato qualche "furbetto", che difronte alla porta chiusa non trovava altro di meglio da fare che lasciare la spazzatura appena fuori la struttura. Purtroppo, a conferire male sono spesso gli stessi utilizzatori dell'isola ecologica di via Trieste. Non mancano i bidoni, semplicemente a volte sarebbe sufficiente comprimere di un po' di più plastica e cartone per evitare di riempire subito i cassonetti. L'utilizzo del badge, inoltre, non configura un contratto di locazione o di concessione a uso esclusivo privatistico a fini patrimoniali. Motivo per cui non c'è un canone da pagare. Chi è titolare del badge ne è tuttavia responsabile. Non possiamo controllare come "sceriffi" se passano la tessera ad altri, che scaricano la loro spazzatura lì pur non potendo farlo».
«Abbiamo fatto tutto il possibile per regolamentare la situazione dell'ex isola ecologica di via Trieste, si può sempre migliorare, ma si può anche chiuderla definitivamente - ha aggiunto Vanni Crisapulli - se gli utilizzatori non sono capaci di gestirsi in modo corretto. E' un peccato, perché quel locale è utile soprattutto per privati e attività della zona che non hanno altrimenti gli spazi per fare la raccolta differenziata dei rifiuti. Continueremo ad effettuare dei controlli sul rispetto delle condizioni igienico sanitarie, attivando quando e dove necessario degli interventi di pulizia e derattizzazione ordinaria e straordinaria prevista nei contratti di servizio. Lo ripetiamo il persistere però di condizioni di degrado legate alla cattiva condotta degli utenti e la grave violazione dei doveri di custodia dei fruitori porterà all'adozione di sanzioni pecuniarie o alla chiusura definitiva dell'area».













