Giuseppe Racco, 40 anni, residente a Prascorsano, si è consegnato ieri mattina ai carabinieri di Cuorgnè. Era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Minotauro nel giugno del 2011, dai carabinieri del comando provinciale di Torino e scarcerato nel maggio 2013. Si era poi sottratto alla successiva cattura a seguito della condanna definitiva a 5 anni e 5 mesi di carcere rifugiandosi a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, insieme alla moglie, originaria del posto, e al figlio.

Lo scorso febbraio, quando è stato emesso il provvedimento che disponeva l’esecuzione della pena, l’uomo si trovava già all’estero. Lunedi mattina, Racco (nel riquadro della foto) si è costituito ai carabinieri di Cuorgnè, ai quali ha detto di essere rientrato da Santo Domingo per «problemi personali». Nell’ambito delle indagini dell’operazione Minotauro, condotta dai carabinieri, era emerso come Racco fosse un esponente della locale della ‘ndrangheta di Cuorgnè.

L'operazione Minotauro, nel 2011, aveva portato alla luce una vasta organizzazione sul territorio da parte delle locali dell'ndrangheta. In Canavese la più attiva era proprio quella di Cuorgnè, agli ordini del boss Bruno Iaria. Secondo le indagini dei carabinieri, nell'organizzazione del locale, Giuseppe Racco aveva il «grado» di picciotto.

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