La Guardia di Finanza di Torino, su ordine della procura eporediese, ha effettuato l'altra mattina una perquisizione negli uffici della Manital a Ivrea e in quelli della Semitechgroup di Roma, acquisendo materiali e documenti in merito ad un'indagine per truffa. L'inchiesta è partita a seguito di tre denunce presentate agli uffici giudiziari d'Ivrea. Una di queste porta la firma dall'ex proprietario di Manital, Graziano Cimadom.

Nel mirino degli accertamenti sono finiti i nuovi manager dell'azienda, che fanno riferimento al fondo «Igi Investimenti», e le procedure seguite per l'acquisizione del gruppo Manital, compresi i 50 milioni di euro garantiti per il via libera all'operazione. Si tratta di un'inchiesta che si inserisce in un momento particolarmente delicato per l'azienda che conta quasi 10mila addetti in tutta Italia. Molti di questi attendono ancora gli stipendi arretrati degli ultimi mesi e il tribunale di Torino, entro fine mese, dovrà pronunciarsi sullo stato di insolvenza di parte del gruppo.

L'inchiesta della procura di Ivrea ha di fatto confermato che i rapporti tra la vecchia e la nuova proprietà Manital sono stati fin da subito tesi anche se, in un primo momento, anche per esigenze di facciata, le parti hanno evitato la contrapposizione. Ovvio che la nuova inchiesta potrebbe avere anche un peso sulle eventuali decisioni del tribunale di Torino. Intanto l'altro giorno il tribunale di Asti ha dichiarato il fallimento della Olicar, l'ultima società acquistata da Manital prima della crisi. Un altro tassello negativo in una vicenda che rischia veramente di precipitare da un momento all'altro. 

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