Una decina di indagati (e tra loro anche degli amministratori pubblici) e nuove ombre sull'ex Asa di Castellamonte. Esplode l'ennesima bomba sulla gestione della raccolta rifiuti in Canavese. La procura di Ivrea sta indagando sulla gara d'appalto che ha affidato, tramite il Consorzio Canavesano Ambiente, il ramo rifiuti dell'ex Asa alla Teknoservice di Piossasco. Un'indagine pesante perchè il procedimento penale parla, tra le altre ipotesi di reato, di abuso d'atti d'ufficio ipotizzando anche la turbativa d'asta.
 
Tra gli indagati, con tutta probabilità, figurano almeno una parte dei componenti della commissione che, l'anno scorso, ha dovuto valutare le offerte pervenute per l'Asa per poi decidere l'assegnazione del bando. L'inchiesta (avviata dalla guardia di finanza eporediese dopo un esposto) è particolarmente complessa perchè, a conti fatti, coinvolge direttamente anche il Ministero dello sviluppo economico che, tra una gara d'appalto e l'altra, ha sempre avvallato le decisioni prese, a livello locale, dal Consorzio Canavesano Ambiente e dal commissario Stefano Ambrosini. 
 
Sotto la lente della procura di Ivrea l'anomalo (e fin qui presunto) ricorso, da parte della Teknoservice, a fideiussioni non valide. Le stesse che avevano determinato l'esclusione dal bando di gara della Ederambiente di Vercelli. La procura vuole capire se la commissione, nominata proprio dal Consorzio Canavesano Ambiente, ha utilizzato “due pesi e due misure”. Se questo è avvenuto, infatti, un'azienda sarebbe stata indebitamente avvantaggiata rispetto alla concorrente.
 
Gli scenari, a questo punto, sono molteplici. L'indagine, come abbiamo riportato nell'articolo che potete leggere CLICCANDO QUI, è stata preannunciata poche ore fa da una lettera anonima giunta in redazione. Dalla procura, come ovvio, solo la conferma dell'inchiesta in corso ma nessun dettaglio di rilievo. Qualunque sia l'esito degli accertamenti è comunque necessario attendere la fine delle indagini. Poi, carte alla mano, toccherà alla procura decidere cosa fare. Quello che sta accadendo, però, getta comunque pesanti “ombre” su quello che è successo dopo il fallimento dell'Asa. Una vera e propria beffa dopo i tanti anni di malagestione che hanno condannato il consorzio pubblico al più tragico dei fallimenti.

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