A Favria domenica 16 febbraio, come da tradizione la Pro Loco favriese, sempre attiva e operosa, ha distribuito fasoi e quaiette, questo piatto rievoca le fagiolate che venivano fatte dalle confraternite delle Spirito Santo il giovedì Santo dopo Carnevale nel Medio Evo e distribuite ai poveri. Le confraternite erano i banchi alimentari di allora e aiutavano i poveri e le persone in difficoltà. A Carnevale i fagioli, faseui a la toféia, fagioli stufati, sono il piatto caratteristico in questo periodo, ed a questo sono abbinate le cotenne di maiale, una zuppa decisamente calorica dove i fagioli vengono cotti nel forno a legna unitamente alla cotenna di maiale dentro alla tofeja, un recipiente in terracotta.

Una curiosità, in Canavese la cotenna viene chiamata anche “previ”, ovvero prete, in pratica sono rotoli di cotenna di maiale condita con sale, pepe e altri aromi, legata e insaporita con un mix di spezie in polvere. Perché “previ”? Con tutta probabilità perché quella era la parte del maiale riservata all’ospite di riguardo e sovente questo ospite era il curato del paese. Nei secoli scorsi, quando si utilizzava il forno comune per cuocere il pane, si portava la tofeja al forno con i fagioli, quelli bianchi, le parti meno nobili del maiale, cotiche, muso, orecchie, zampini, costine, e del pane raffermo e si lasciava, a forno quasi spento, in cottura tutta la notte.

Per questa usanza i fasoi e quaiette rappresenta un piatto conviviale e la Pro Loco Favriese ogni anno rinnova questa antica tradizione nella Comunità dalla millenaria storia. W la Pro Loco, il Direttivo e le insuperabili cuoche. (Giorgio Cortese)

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