Un arresto e quindici indagati nella prosecuzione dell’operazione «Perseo» dei carabinieri. Ancora una volta c’è l’ex «Casa del Sole» di Favria al centro delle indagini, partite, già qualche anno fa, dalla gestione della residenza per anziani e dai presunti favori degli amministratori di allora a beneficio dell’imprenditore calabrese Pasquale Motta. Lo stesso che è stato nuovamente arrestato dai militari dell’Arma. Pesanti i reati che vengono ipotizzati dagli investigatori in questa inchiesta: gli indagati, infatti, a vario titolo, sono ritenuti responsabili di trasferimento fraudolento di valori aggravata dalla agevolazione mafiosa, falso in atto pubblico, turbativa d’asta aggravati dalla agevolazione mafiosa, falso in atto pubblico, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, ricettazione aggravata dalla agevolazione mafiosa, riciclaggio.

Secondo le indagini dei carabinieri dell'investigativo di Torino, Pasquale Motta, tra il 2012 ed il 2014, per agevolare elementi di un gruppo ‘ndranghetista operante a Desio, in provincia di Monza, ha costituito due società attribuendo fittiziamente la titolarità ad altri e ha esibito falsa documentazione per turbare, anche con la collaborazione di Pubblici Ufficiali, la gara pubblica del valore di circa 2.5 milioni di euro per la gestione della casa di riposo di Favria «Casa del Sole».

L’inchiesta ripercorre la storia della casa di riposo in quegli anni, dal momento in cui gli amministratori comunali di allora si incatenarono all’interno della struttura per «espellere» la precedente gestione (sempre a favore di Pasquale Motta), fino alla gara d’appalto oggetto delle indagini. Da novembre 2012 al 15 luglio 2013, Motta ha gestito la casa di riposo di Favria, incassando, secondo le indagini, 100 mila euro da enti pubblici e altri 200 mila euro che ha riciclato nelle attività della casa di riposo, oltre a 67 mila euro che ha investito in attività di ristorazione a Montalenghe.

Tra gli indagati figurano Serafino Ferrino, allora sindaco di Favria in carica dal maggio 2012 al maggio 2017, Umberto Bovenzi, segretario comunale di Favria (attualmente ancora in carica), Livio Celestino Mattioda, all'epoca dei fatti responsabile dell'area tecnica del Comune di Favria, Carlo Bollero, già sindaco di Rivarlo tra il 2004 e il 2005. Gli altri destinatari degli avvisi di garanzia sono Giorgio Antonietto, funzionario dell'Asl To4 di Ivrea, Luigi Maria Pernigotti, funzionario dell'Asl To1 di Torino, gli avvocati Antonia Criaco e Saverio Cuoco, il broker Giulio Coviello, l'imprenditore Paolo Giuseppe Leggero, l'operatore socio assistenziale Mario Palagiano. E ancora Roberto Goghero, Anderrahmane Balamammar, Ramon Rotini e Mauro Teitscheid.

Galleria fotografica

Articoli correlati