Sono stato a casa di Giovanni e di Severina, perché dei comuni amici mi avevano parlato del loro bellisimo presepe. Un bellissimo presepio meccanico mi ha accolto nel salone d’ingresso della casa, costruito anno dopo anno con ingegno e pazienza, utilizzando per i meccanismi dei materiali di recupero, adattando ruote dentate di sveglie, motorini di piccoli elettrodomestici dismessi, il tutto attentamente modificato ed adattato, provato e riprovato sino ad ottenere dai personaggi del presepe movimenti di una naturalezza incredibile.

Personalmente ho contato 18 statuine mobili nei movimenti, ma credetimi sono molto di più. Bellissima la cascata che fa muovere naturlmente la ruota del molino e che a sua volta con la dinamo alimenta altri personaggi, dai taglialena all’asino recalcitrante, alle lavandaie, uno spaccato di vita quotidiana. Una pregevole opera dove ogni gruppo di statuine contiene particolari che, a prima vista, potrebbero sfuggire all’osservatore distratto e frettoloso, vanno guardati con pazienza, la stessa pazienza che l’autore ha dedicato con l’aiuto della moglie per fare sì che i movimenti apparissero naturali e coordinati, tali da dare la netta sensazione di uno spaccato di vita vera. Di fronte ai bagliori del presepe sul mio volto si accende lo stupore, nel silenzio ascolto un’angelica melodia e mi pare di sentire seguendone i loro movimenti le voci dei pastori e delle altre statuine piene di allegria.

Se nella vita uno non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere! Questo sentimento di stupore mi avvolge ogni anno fino nell’intimo nel pensare che in quella umile capanna, è nato neonato, il Salvatore, il Messia e Signore. Nato non con effetti speciali, ma come un normalissimo bambino, avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia, tenero e fragile come tutti i neonati, che dorme e succhia il latte come loro, che come loro ha per culla una ordinaria, semplicissima mangiatoia. Ecco cerco di spiegare cosa probo nell’animo lo stupore della straordinaria semplicità, una semplicità disarmante! Grazie Giovanni e Severina  per avermi donato lo stupore con il  Vostro bellissimo presepe meccanico, bello, semplice e classico nella migliore tradizione italiana ma con quella vena di creatività artistica che contraddistingue Giovanni, una eccellenza favriese. (Giorgio Cortese)

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