Chiesa gremita, questa mattina a Favria, per l'ultimo saluto a Guido Zabena, l'operaio di 51 anni che nella notte tra lunedì e martedì è morto annegato nel sottopasso di Rivarolo Canavese. In prima fila, seduti accanto alla bara, il papà Piero e la mamma Maria Stella, attorno al quale si è stretta l'intera comunità di Favria. Presenti in chiesa il sindaco Vittorio Bellone, insieme al collega di Rivarolo, Alberto Rostagno, e all'assessore rivarolese Claudio Leone. Il feretro è arrivato scortato da una gazzella dei carabinieri di Rivarolo.

 

«Guido, di fronte alla tua bara brilla la luce Pasquale, la vittoria definitiva del Cristo risorto sulla morte - ha detto il parroco don Gianni Sabia - il nostro è il Dio della vita, non della morte. Asciuga le nostre lacrime e donaci la possibilità di capire la vita dopo la morte. Donaci la comprensione della tua grazia e della tua misericordia. Guido ora ha compreso ed è di fronbe allmamore per eccellenza, unito al Signore».

 

Ma don Gianni, citando il papà di Guido Zabena, si è soffermato anche sull'assurdo incidente che è costato la vita allo sfortunato operaio favriese. «Il papà mi ha colpito molto quando sono andato a trovare la famiglia. Mi ha detto: "Per noi non ci sarà piu Guido ma vorrei che quello che è successo non si ripeta più, per il dolore che stiamo provando e che proveremo ancora". Non c'erano odio o cattiveria nelle sue parole. Ma qualcosa, purtroppo, non ha funzionato. Ora bisogna fare in modo che non si ripeta più». 

 

Don Gianni, ha poi salutato direttamente il 51enne: «Ciao caro Guido, grazie per la tua semplicità. Eri un uomo di poche parole ma tanto rispetto. Ti salutiamo qui, insieme ai tuoi colleghi di lavoro e al cuore grande che hanno per te mamma e papà. Un abbraccio».  (Marco Mussini)

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