Secondo la Federazione Italiana Calciobalilla non ci sono dubbi sulla matrice dolosa dell’incendio che la mattina del 13 novembre ha devastato la sede di Feletto. Il Presidente, Massimo Ragona, aveva parlato subito di dolo. Del resto, la struttura, dove un tempo si trovava il noto locale-birreria Lady Hamilton, in via Micheletto, per fortuna era appena stata chiusa per la stagione invernale, nessun impianto elettrico né elettrodomestico erano collegati: l’eventualità del corto circuito era esclusa in partenza.

«Il rogo - spiega il Presidente - si è sviluppato nella zona estiva, sotto un gazebo, all’esterno, e da qui si è propagato all’interno, negli uffici e nel museo a causa dell’esplosione, dovuta a surriscaldamento, della bombola a Gpl contenuta in una stufa a forma di fungo utilizzata per scaldare il dehors. Ed è appunto qui, nel luogo d’innesco, che i vigili del fuoco d’Ivrea hanno successivamente rinvenuto due cubetti di diavolina bianca, evidentemente usata come accelerante, lasciati da chi ha appiccato le fiamme. Probabilmente gli autori non volevano causare tutti questi danni, ma la deflagrazione ha determinato il disastro». Ragona ha riferito i suoi sospetti ai carabinieri di Rivarolo Canavese e attende riscontri dalle indagini a tutto campo in corso da parte della Procura dei Ivrea. Al momento, comunque, gli accertamenti tecnici degli investigatori non hanno confermato le origini dolose dell'incendio.
 
Adesso però l’obiettivo è di rimettersi in piedi al più presto e anche per questo la Federazione, tramite il consulente Giancarlo Bertolone, si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Ragona e la moglie, infatti, con tanti sacrifici, avevano appena ultimato un intervento di ristrutturazione dell’edificio per ricavare una sorta di Bad & Breakfast, un ostello, con quattro camere per ospitare gli atleti, ad esempio in occasione dei corsi tecnici, o i visitatori del museo, anche in ragione del fatto che nelle vicinanze mancano strutture ricettive utilizzabili all’occorrenza. Per finanziare l’opera era stato acceso un mutuo con una banca e, come da prassi in questi casi, era stata stipulata una polizza assicurativa. Risarcimento che certo non potrà essere totale, il massimale del contratto è ben al di sotto dell’ammontare dei danni, quantificati in non meno di 250mila euro, ma che sarebbe comunque determinante per poter intanto ricominciare.

Non a caso, dalla pagina Facebook della Federazione, che conta 13mila follower, tanti appassionati hanno lanciato una gara di solidarietà per raccogliere fondi per ricostruire al più presto la sede della loro Federazione e sono già state raccolte diverse donazioni. «Per quanto affumicati, abbiamo recuperato tutti i “tavoli storici” dei calcio balilla - conclude il Presidente - purtroppo, sono andati in cenere tutti gli articoli di giornale dal 1995 a oggi, un quarto di secolo della Federazione, ma in compenso siamo riusciti a recuperare e a riordinare tutti quanti i video, conservando dunque la nostra storia. Vedere questa distribuzione è una sofferenza. Non vediamo l’ora di avere i mezzi per ripartire, più forti di prima».

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