IVREA - Un nuovo episodio di violenza all’interno del carcere di Ivrea riaccende l’attenzione sulle condizioni di sicurezza in cui opera quotidianamente la polizia penitenziaria. A denunciarlo Osappe e Sinappe, sindacati autonomi della polizia penitenziaria.
Secondo quanto ricostruito, l'allarme è scattato intorno alle 13 di ieri, giovedì 8 gennaio 2026, quando un detenuto di origine straniera, rientrato da un’udienza, ha dato in escandescenze. Dopo essere stato fatto entrare nella saletta dell’infermeria per cercare di calmarlo, l'uomo ha richiesto dell’acqua agli agenti di polizia penitenziaria, che gliel’hanno consegnata. Approfittando dell’apertura della porta, l'extracomunitario ha aggredito uno dei poliziotti, colpendolo con pugni all’addome. L’agente è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove gli è stata diagnosticata la frattura della quinta costola. È stato dimesso con una prognosi di 10 giorni. L’aggressione è stata fermata grazie al tempestivo intervento di un collega.
«Le aggressioni agli agenti penitenziari sono quotidiane e la sicurezza è gravemente compromessa. Il Distretto Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta sembra ormai fuori controllo. È urgente un intervento del Ministro Nordio», ha dichiarato Leo Beneduci, Segretario Generale dell'Osapp, chiedendo l’invio immediato di ispettori per monitorare la situazione.
Sulla stessa linea il segretario nazionale del Sinappe, Raffaele Tuttolomondo: «Questi episodi sono il sintomo di un sistema penitenziario sempre sul filo di un rasoio, dove la salute e l'incolumità fisica dei poliziotti penitenziari è sistematicamente sacrificata. Chiediamo al dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria (Dap) ai sottosegretari alla giustizia ed al ministro Nordio di agire con celerità per implementare immediatamente le unità di personale, trasferire urgentemente i detenuti più facinorosi e con conclamate patologie psichiatriche e dotare il personale di strumentazione di sicurezza efficace e all'avanguardia».






