Il giudice ha convalidato l'arresto dei cinque giovani ritenuti responsabili dell'organzizazione del rave party dello scorso fine settimana a San Bernardo di Ivrea. Si tratta di quattro ragazzi e una ragazza, di età compresa tra i 22 e i 27 anni, provenienti da Bergamo, Trento, Bolzano e Piacenza. Erano stati bloccati dalla polizia martedì scorso mentre cercavano di eludere i controlli della polizia al termine della festa illegale, la più lunga della storia in Canavese.

Hanno passato 14 ore in cella, poi sono stati liberati perchè la Procura non ha richiesto misure di restrizione della libertà, ma dovranno presentarsi davanti a un giudice per ridpondere di diversi reati, dall'occupazione di terreni ed edifici privati al disturbo della quiete pubblica. Sul loro camper gli agenti hanno trovato una mole ingente di materiale che è stato sequestrato per evitare che venga riutilizzato per organizzare nuovi rave party. Si tratta di undici casse turbosound, due altre casse più grandi «huracane», due mixer professionali con amplificatore, un divano, un frigorifero di grandi dimensioni con relative bevande alcoliche e superalcoliche per decine di litri, oltre ad altro materiale.

Restano da quantificare i danni alle colture, oltre al costo della bonifica dell'area, perchè cosparsa da rifiuti di ogni genere, dagli avanzi di cibo alle lattine, dalle bottiglie agli escrementi. E certamente i proprietari dei terreni non faranno sconti: «Oltre al rumore assordante che ci ha tolto il sonno per due notti intere, con i loro camper ci hanno rovinato i campi coltivati. Ci devono ripagare». Al termine del rave party la polizia aveva fatto scattare 400 denunce, una per ogni persona identificata.

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