Assemblea pubblica in Santa Marta a Ivrea ieri, mercoledì 4 aprile, per discutere la situazione dell’Arca technologies, l’azienda che produce macchine per l’automazione bancaria e che ha palesato la volontà di licenziare 103 dei suoi 280 addetti.

Alla riunione indetta dai sindaci di Ivrea e Bollengo erano presenti l’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, la vice-presidente del Senato, Anna Rossomando, e alcuni parlamentari del territorio, tra cui Alessandro Giglio Vigna, della Lega.

Foltissima la rappresentanza dei dipendenti di Arca, a cui si sono aggiunti quelli di Comdata e Innovis, due altre realtà del territorio che stanno attraversando un periodo di crisi.

«Arca Technologies è un’impresa che ha grandi potenzialità, know-how e risorse umane specializzate in ricerca e sviluppo che sarebbe un controsenso tagliare – ha spiegato la Pentenero – Al tavolo regionale che apriremo a breve chiederemo all’azienda un cambio di passo. Non devono prevalere solo gli aspetti finanziari, ma ci vuole un piano industriale sostenibile, che preveda investimenti e salvaguardi l’occupazione».

E sulla difesa dei posti di lavoro si è incentrato l’intervento dei rappresentanti della Fiom, Federico Bellono e Fabrizio Bellino. «Dichiarare un esubero di personale non vuol dire annunciare la chiusura di una fabbrica, ma può esserne la premessa, soprattutto se, come in questo caso, il taglio riguarda i settori ricerca e sviluppo – hanno commentato – Serve un nuovo piano industriale che sfrutti anche le conoscenze e l’esperienza dei lavoratori: proprio dal piano capiremo se la proprietà americana si muove su logiche puramente finanziarie. E’ fondamentale comunque che le istituzioni, locali e nazionali, facciano sentire la propria voce e aiutino nella ricerca di nuove soluzioni per tutelare il futuro di tanti lavoratori».

«La situazione dell’Arca è strana, perchè si tratta di un’azienda che ha potenzialità, un know-how importante, prodotti di eccellenza e personale qualificato – ha aggiunto l’onorevole Giglio Vigna – Da un lato la stranezza della situazione rende tutto più complicato, dall’altro rende una soluzione positiva più realizzabile. I rappresentanti del territorio e le istituzioni devono muoversi in maniera compatta sotto la regia di chi sta gestendo la crisi. Dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili per scongiurare i licenziamenti».

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