IVREA - Assolto dall'accusa di omicidio del fratello ma condannato a 8 anni e mezzo per abbandono di persona incapace e truffa. Si è concluso così il processo di primo grado al tribunale di Catania che ha visto sul banco degli imputati Salvatore Angemi, 61 anni, di Ivrea, accusato di aver ucciso e fatto sparire il corpo del fratello Angelo. Assolto con formula piena dall'accusa più grave. Il corpo di Angelo non è mai stato ritrovato e questo resta un mistero al quale, ovviamente, il processo non ha potuto dare risposte agli altri tre fratelli e alla sorella che si sono costituiti parti civile.

Angelo Angemi, 63 anni al momento della scomparsa, aveva lavorato per molti anni all'Olivetti di Scarmagno. Raggiunta la pensione era tornato in Sicilia, terra natale dell'intera famiglia. Malato di Parkinson era stato seguito dai fratelli, compreso Salvatore che, nel novembre del 2014, chiama i parenti rimasti a Ivrea per annunciare che sarebbe tornato al nord portando con sé Angelo. Quando torna in Canavese, però, il 55enne non è accompagnato dal fratello che dice di aver affidato a una casa di cura di Messina. In realtà di Angelo nessuno sa più nulla. Non si trova più nemmeno il corpo.

Salvatore viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura etnea per abbandono di incapace e truffa aggravata, proprio per il sospetto che lo stesso abbia continuato ad incassare la pensione d'invalidità del fratello. Della scomparsa di Angelo Angemi si era occupata anche la trasmissione Chi l'ha visto? di Raitre. Dopo otto anni si è chiuso il processo che, di fatto, ha preso atto della morte di Angelo Angemi benchè la stessa sia ancora avvolta dal mistero.

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