IVREA - Nessuna ipotesi viene scartata, in questo momento, sull'esplosione avvenuta nella tarda serata di ieri in via Pavese a Ivrea: una persona ha lanciato una bomba carta verso gli uffici della procura. Sull'episodio sono al lavoro gli investigatori della Digos e della Squadra mobile della polizia di Torino.
«Il Ministero intervenga per comprendere le reali cause dell'inquietante episodio verificatosi ad Ivrea, rafforzando la sicurezza del luogo e delle persone che tutti i giorni li si recano», dice la vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Augusta Montaruli. «L’esplosione avvenuta a Ivrea rappresenta un attacco diretto alla legalità e alle Istituzioni. Non è solo un gesto criminale: è un segnale grave contro ciò che tiene insieme la Nazione», dichiara Paola Ambrogio, senatrice di Fratelli d’Italia. «Chi prende di mira le Istituzioni sceglie deliberatamente di colpire l’Italia e i suoi valori. Non esistono attenuanti per chi prova a sostituire il confronto con la violenza. Azioni di questo tipo mirano a intimidire e a mettere in discussione l’autorità dello Stato, ma ottengono l’effetto opposto: rafforzano la determinazione di chi ogni giorno difende la legalità. Alla Procura di Ivrea va la nostra solidarietà piena e convinta, senza esitazioni. Le Istituzioni non sono bersagli: sono il fondamento della nostra libertà. Chi pensa di piegarle dimostra solo la propria debolezza, non la propria forza. Lo Stato resta saldo, non indietreggia e non si lascia intimidire». Anche il consigliere regionale Roberto Ravello di Fratelli d'Italia condanna «con assoluta fermezza l’attentato avvenuto alla sede della Procura di Ivrea, un gesto vile che colpisce il cuore delle Istituzioni».
«Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai magistrati, agli avvocati, ai dipendenti della Procura e del Tribunale di Ivrea e a tutte le forze dell’ordine. Condanniamo con fermezza questo grave gesto che colpisce il più alto presidio di legalità. Le indagini sulla dinamica sono in corso ma resta il fatto che la recinzione intorno all’edificio che ospita la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea è bassa e si scavalca facilmente. È indispensabile e, a questo punto, assolutamente urgente che il ministero della Giustizia intervenga per garantire maggiore e più efficace sicurezza all’area che ospita la Procura e il Tribunale più importanti del Piemonte dopo quelli del capoluogo», dicono Gianna Pentenero, capogruppo Pd in Regione, Domenico Rossi, Presidente commissione Legalità, Alberto Avetta, consigliere regionale Pd.
«L'ordigno esploso a Ivrea rappresenta un atto grave e preoccupante. Esprimo vicinanza e solidarietà a tutti gli operatori e i lavoratori del tribunale e della procura. I problemi di sicurezza erano noti da tempo. Questi interventi sono necessari e urgenti ed è responsabilità del ministero della Giustizia intervenire tempestivamente e assicurare al tribunale di Ivrea l'attenzione che merita per dimensioni e utenza», dichiara la vicepresidente Pd del Senato, Anna Rossomando. «Ai magistrati, al personale amministrativo e al personale di polizia in servizio presso gli uffici giudiziari del circondario di Ivrea, sede afflitta da problemi cronici di mancanza di risorse e personale, va la solidarietà e la vicinanza dell'Anm - si legge in una nota - cogliamo l'occasione per ribadire che la sicurezza e la protezione degli uffici giudiziari in cui ogni giorno si amministra la giustizia sono una priorità non più differibile».
«Non siamo di fronte a una bravata, ma a un atto intimidatorio contro lo Stato - dichiara il deputato della Lega, Alessandro Giglio Vigna - colpire un presidio della giustizia, anche con un ordigno a basso potenziale, è un gesto grave che non può essere minimizzato. Serve una risposta immediata e senza esitazioni. Mi auguro che i responsabili vengano individuati rapidamente e perseguiti con la massima severità. Non può esserci alcuna tolleranza verso chi tenta di intimidire le istituzioni. Giglio Vigna evidenzia anche alcune criticità strutturali del complesso: «La recinzione che delimita il perimetro della cosiddetta ‘cittadella giudiziaria’ risulta molto bassa ed è agevolmente scavalcabile. Inoltre, secondo quanto si è appreso, la vigilanza non è operativa 24 ore su 24. Va poi considerato che uno degli edifici, noto come palazzina B, è collocato al di fuori del perimetro, così come un terzo stabile, dove si sta progettando la realizzazione delle aule destinate ad ospitare il maxiprocesso per la strage ferroviaria di Brandizzo e che attualmente accoglie uffici di altre amministrazioni. Ho predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministero della Giustizia per fare piena luce su quanto accaduto e garantire tutte le misure necessarie a tutela dei presìdi giudiziari. Gli investigatori non tralasciano alcuna ipotesi, ma c'è la possibilità che dietro l’esplosione vi sia un vero e proprio gesto intimidatorio, anche in considerazione del fatto che nelle aule si stanno celebrando processi delicati».











