IVREA - Non sono bastati i 500 mila euro messi a disposizione dalla Regione Piemonte per convincere il Ministero della Giustizia a realizzare a Ivrea un’aula adeguata ai grandi processi. Una carenza strutturale che pesa da anni e che ora rischia di incidere su procedimenti di forte impatto, a partire da quello sulla strage di Brandizzo. Da Roma, nei giorni scorsi, è arrivata la conferma che i soldi per Ivrea non ci sono.
Sul tavolo restano (solo) i fondi regionali, stanziati pur in assenza di competenze dirette in materia di giustizia. Una scelta politica che punta a garantire che il processo sulla strage di Brandizzo possa svolgersi nel luogo naturale di competenza. Il Comune di Ivrea ha confermato l’impegno a individuare soluzioni all’interno degli immobili disponibili nei dintorni del tribunale, ribadendo il ruolo centrale della giustizia anche nel concetto di sicurezza.
La Conferenza permanente degli uffici giudiziari di Ivrea, che riunisce procura, tribunale e avvocatura, dovrà ora valutare come procedere. Dopo il sopralluogo ministeriale e le ipotesi accantonate per i costi troppo elevati, si lavorerà su soluzioni più contenute. L’obiettivo resta chiaro: individuare un’aula capace di ospitare almeno un centinaio di persone, restituendo dignità e funzionalità a un tribunale che serve oltre mezzo milione di cittadini.








