Le udienze del processo Olivetti per i morti d'amianto si trasferiscono dal tribunale all'auditorium «Mozart» dell’associazione del liceo musicale, in corso Massimo d’Azeglio a Ivrea. Le aule del (nuovo) tribunale, infatti, sono troppo piccole per contenere le persone che saranno chiamate alle udienze. Tra magistrati, avvocati, imputati, parti civili e testimoni si rischia l'ingorgo: così, ieri mattina, nel corso dell'udienza filtro, il giudice, Elena Stoppini ha annunciato il "trasloco" per motivi logistici. 
 
Intanto ieri, nella stessa udienza, il giudice ha analizzato la richiesta delle difese che hanno presentato istanza per respingere la costituzione di parte civile di alcuni enti e associazioni, tra questi anche il Comune di Ivrea, la Città metropolitana, la Fim Cisl, l’Afeva (l’associazione famigliari vittime amianto). Le richieste sono state tutte rigettate. Si tornerà in aula per l'inizio del processo l'11 gennaio.
 
Il processo per le morti provocate dall'amianto alla Olivetti, vede tra gli imputati (18 in tutto) per concorso in omicidio plurimo colposo gli ex manager dell’azienda, tra cui Carlo e Franco De Benedetti, l’ex ministro Corrado Passera e Roberto Colaninno (soltanto per lesioni colpose). Le strutture coinvolte nel problema amianto sono tutti gli stabilimenti dell'azienda a Ivrea e nel Canavese: San Bernardo, le Officine Ico, lo stabilimento di Agliè, i capannoni di Scarmagno e Palazzo uffici. Tutto è cominciato dopo una denuncia presentata dai famigliari di una ex dipendente dell’azienda. La donna aveva lavorato nello stabilimento di San Bernardo, a Ivrea, dal 1965 al 1980. Era morta il 27 dicembre 2007 per un mesotelioma pleurico maligno.

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