IVREA - Il Si.N.A.P.Pe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) è costretto a denunciare pubblicamente una situazione di diffusa e intollerabile illegittimità presso la Casa Circondariale di Ivrea, «dove le prassi gestionali e le condizioni strutturali si configurano come una violazione sistematica delle normative vigenti».
Secondo il sindacato, «l'amministrazione dell'istituto eporediese, lungi dall'assolvere alla sua funzione di garante della legalità e della tutela, ha avallato condotte che compromettono gravemente l'integrità psicofisica e il diritto al riposo del personale di Polizia Penitenziaria. Nonostante le ripetute rassicurazioni fornite dalla Direzione, la gestione delle risorse umane si pone in flagrante contrasto con la normativa contrattuale e costituzionale. Si è riscontrato che alcune unità di Polizia Penitenziaria non hanno usufruito del riposo settimanale per periodi superiori anche ai 50 giorni consecutivi di servizio, violando la tutela alla salute e sicurezza del lavoratore. A ciò si aggiunge la disposizione di turni notturni senza il tassativo stacco di almeno otto ore dal turno precedente e l'impiego eccessivo e sistematico del lavoro straordinario oltre le 9 ore continuative, denotando una palese carenza strutturale nella programmazione».
«A questa inaccettabile mala gestio del personale si sommano gravissime carenze strutturali che espongono i lavoratori a pericoli immediati per la sicurezza e la salute». Tra queste i gabbiotti di sorveglianza sprovvisti di vetri e vetrocamera, servizi igienici a disposizione degli agenti in condizioni inaccettabili, soffitti con muffa e cavi elettrici a vista. «Parallelamente a questa gestione del personale e all'ambiente di lavoro degradato - segnala ancora il sindacato - la direzione ha posto in essere atti di ostruzionismo nei confronti delle prerogative sindacali, negando addirittura permessi urgenti e inibendo l'ingresso ai Dirigenti Sindacali che svolgono tale attività nell'istituto eporediese da più di 20 anni, pretendendo di sapere le motivazioni, violando apertamente la libertà di attività sindacale».
Matteo Ricucci, Vice Segretario Regionale del Si.N.A.P.Pe, è categorico: «Le condotte poste in essere dalla Direzione di Ivrea rappresentano un vulnus intollerabile ai diritti fondamentali dei lavoratori e alla legalità interna all'Istituzione. L'assenza prolungata del riposo settimanale è una violazione così grave da non poter essere tollerata in alcun contesto lavorativo, tanto meno in un'Amministrazione chiamata per sua natura a garantire il rispetto della Legge. A questo si aggiunge un ambiente di lavoro pericoloso e insalubre, culminato con la compromissione della sicurezza operativa essenziale come un cancello non funzionante. Esigiamo l'immediato ripristino delle condizioni di legittimità e il rispetto delle prerogative sindacali. Per il Si.N.A.P.Pe tutto questo è intollerabile».
Raffaele Tuttolomondo, Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe, aggiunge: «L'operato della Direzione di Ivrea è inaccettabile e configura un quadro di mala gestio che non solo lede i diritti del personale, ma ne compromette la capacità operativa, con potenziale pregiudizio per la sicurezza istituzionale. L'ostinata negazione di diritti contrattuali e la contestuale azione di discriminazione sindacale impongono un intervento urgente e risolutivo da parte del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per accertare le responsabilità. La gravità e reiterazione di tali atti ha creato una situazione di enorme malumore e forte tensione emotiva e professionale tra il personale dell'Istituto eporediese».










