Personale ridotto all'osso, debiti con i fornitori, impianto antincendio non funzionante e persino l'impianto idrico a rischio legionella. Per questo motivo l'Osapp, il sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria, ha chiesto al Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede, la chiusura immediata del carcere di Ivrea. In una lunga lettera, inviata dal sindacato anche al Prefetto e al Presidente della Corte di Appello di Torino, si fa riferimento e numerose criticità, alcune delle quale lamentate ormai da anni.

«Alla Casa Circondariale di Ivrea il personale di Polizia penitenziaria e persino i detenuti versano in condizioni lavorative, di vivibilità strutturale e gestionale, ai limiti se non, probabilmente, al di fuori della legalità e sicuramente fuori da ogni più elementare forma di organizzazione e gestione prevista per un qualsiasi istituto penitenziario che non sia presumibilmente attribuibile ai paesi, con tutto il dovuto rispetto, del terzo mondo», sottolinea il segretario generale Leo Beneduci.

Tra i problemi segnalati, «l'istituto di Ivrea risulterebbe oberato di debiti con i vari fornitori e non vi sarebbero più fondi neanche per acquistare delle lampadine; dall’inizio di ottobre l’impianto antincendio non è funzionante; gli allarmi antiscavalcamento e anti-intrusione sarebbero parzialmente o totalmente fuori uso ed ormai non riparabili in quanto di vecchia dotazione; l’impianto dell’acqua sarebbe a rischio legionella come segnalato dall'Asl; la carenza di personale di ogni ordine e grado rende difficilissima la gestione dell’intero istituto».

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