Il Carnevale tira un sospiro di sollievo: almeno in tribunale si discuterà a bocce ferme, ampiamente dopo l'edizione 2020. Gli undici ufficiali esclusi che hanno presentato ricorso al Tar del Piemonte per chiedere l’annullamento del bando di arruolamento hanno rinunciato questa mattina alla sospensiva. In questo modo il tribunale si andrà a pronunciare a ottobre. Gli esclusi, rappresentati dal legale Bruno Sarzotti, hanno deciso di fare un passo indietro "per il bene del Carnevale", vista la bufera degli ultimi giorni relativa alla denuncia per molestie contro il Generale Alberto Bombonato, poi destituito.
 
I criteri di arruolamento degli ufficiali dello Stato Maggiore (che accompagnano i personaggi principali del Carnevale di Ivrea nei giorni clou della manifestazione) saranno discussi il 7 ottobre. La Fondazione che organizza il Carnevale sostiene che il numero chiuso è stato inserito per ragioni di sicurezza ma gli undici esclusi contestano il criterio di selezione non specificato nel bando. Il giudizio del Tar, a questo punto, assumerà valore solo per la redazione del bando di arruolamento a partire dall'edizione 2021 del  carnevale d'Ivrea.
 
Sulla scelta dei ricorrenti ha ovviamente pesato il caos che si è venuto a creare in questi giorni in merito alla denuncia contro il Generale designato (link sotto).
 
«La Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, assistita in questa occasione dal professore Carlo Emanuele Gallo del Foro di Torino e dall’avvocato Celere Spaziante del Foro di Ivrea, esprime piena soddisfazione per l’esito dell’udienza di oggi che consente il proseguimento del nostro Carnevale senza alcun impedimento. Al tempo stesso la Fondazione si rammarica che questa vicenda abbia contribuito ad alimentare polemiche che oggi si sono dimostrate del tutto ingiustificate. La Fondazione si augura che la nostra festa possa proseguire in un clima finalmente più sereno».

 

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